Il Toer de Geuze con il Principe del Pajottenland

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27/05/2016 di movimentobirra

05-02 BRUNO REINDERS MORT SUBITE

Kuaska con Bruno Reinders (Mort Subite)

Domenica 3 Maggio ore 9:30 si parte da Brussels per iniziare il Toer de Geuze. Il programma prevede 5 tappe nell’ordine La Mort Subite a Kobbegem, De Troch a Wambeek, Timmermans a Itterbeek, Lindemans a Vlezembeek e Hanssens a Dworp.

La giornata minaccia pioggia, arriviamo a Kobbegem alle 10:00 dopo aver sbagliato strada almeno una volta. Nella piazzetta oltre la chiesa si nota subito il Cafe ‘T Wit Paard, Il cavallo bianco, davanti al quale sono parcheggiate tante biciclette da corsa e svariati ciclisti sono all’interno, chissà quanti di questi berranno la Gueuze Sur Lie. Al di la della strada c’è la birreria Morte Subite, entriamo in una corte che è stata allestita con un tendone coperto dove poter bere ed un gonfiabile per bambini. Entriamo nella birreria e seguiamo il percorso di visita, arrivati nella sala di brassaggio troviamo il birraio, Bruno Reinders, che rigorosamente in fiammingo illustra la produzione. Nella sala imperano 4 caldaie color rame, una dedicata all’ammostamento e le altre per la bollitura. Continuando il percorso troviamo la sala di fermentazione tutta in acciaio, dedicata alla produzione del lambic giovane e dei prodotti con la frutta e proseguendo arriviamo nella sala delle botti, Foeder, di circa 4000l, alcune molto belle perché la parte superiore della facciata è intarsiata con il nome del fabbricatore, grappoli e pampini d’uva. Qui beviamo il oude lambic dove ritrovo l’impronta acidula e morbida caratteristica della Gueuze Sur Lie bevuta al Café La Morte Subite a Brussels. Dimenticavo non abbiamo visto nessuna vasca di raffreddamento, ma nella linea di imbottigliamento si menzionava un pastorizzatore. Uscendo Kuaska saluta il birraio e ci dirigiamo verso la seconda tappa De Troch a Wambeek.

Lungo la strada abbiamo modo di ammirare il paesaggio verde del Pajottenland con strade strette che costeggiano prati alberati dove le mucche pascolano liberamente.

Alle 11:30 varchiamo il cancello di De Troch e ci troviamo in una corte circondata da fabbricati con i tipici mattoncini rossi, anche qui era stato allestito uno spazio coperto per la vendita e mescita dei loro prodotti. Entriamo nella birreria e la prima impressione è quella di aver fatto un tuffo nel passato, troviamo la stanza per il lavaggio delle botti, ma l’impressione è di passare attraverso un magazzino in disuso. Da una scala accediamo alla stanza del brassaggio, un signore ci accoglie e spiega, sempre in fiammingo, il processo produttivo del Lambic. Volgendo lo sguardo al soffitto si notano le feritoie lasciate fra le tegole per permettere la circolazione dell’aria, all’interno della stanza vediamo il mulino, la caldaia di  ammostamento tutta in ghisa bordata di rosso, la caldaia di bollitura e la vasca di raffreddamento. Solo in questo momento mi rendo conto che, chi ci parla è su un asse di legno, largo circa 50 cm, che a mo’ di ponte conduce alla stanza successiva e si trova proprio sulla vasca di raffreddamento. Noi tutti utilizzeremo questo ‘ponte’ per passare alla stanza delle botti. Continua l’impressione che tutto possa crollare da un momento all’altro; le botti scure, polverose e malmesse sembra che possano cedere ed il prezioso liquido venire perso. Qui assaggiamo il loro lambic, completamente diverso da quello della Mort Subite, più astringente acidulo e con note di mela verde. Ci dirigiamo verso l’uscita scendendo al piano inferiore ed all’esterno troviamo la pioggia ad accoglierci. Via verso la terza tappa Timmermans a Itterbeek a soli 5 min in macchina.

Arriviamo verso le 12:30 da Timmermans, lo stabile completamente diverso è un palazzo che risale al 1700 che ospitava contemporaneamente una fattoria, un frutteto ed una malteria.

05-04 Brouwerij DE TROCH RISERVAEntrando sentiamo subito il classico odore del mosto, c’è una cotta in corso il mosto è in fase di bollitura. all’interno si procede seguendo un percorso come si fosse in un museo, la storia della famiglia è narrata attraverso immagini e anche il processo produttivo. Oltre l’impianto di produzione, in un’ampia sala sono raccolti strumenti di lavoro antichi e una parete è tappezzate di placche di produttori di lambic ormai estinti. Raggiungiamo la sala delle botti dove ne vediamo alcune in piena fermentazione, che espellono schiuma e liquami dal tappo superiore. Qui incontriamo il birraio, Willem Van Herreweghen, un uomo piccolo e sorridente con un camice da chimico che saluta calorosamente Kuaska appena lo vede. Il birraio era a disposizione dei visitatori per mostrare tramite un microscopio ‘le bestioline’ autrici della fermentazione spontanea. Kuaska ci aveva parlato di questo birraio come un grandissimo esperto che da un paio d’anni aveva iniziato a lavorare da Timmermans e da cui si aspettava grandi cose. Presente era anche Anthony Martin, si proprio colui che nel 1993 acquisì la Timmermans, che faceva foto e si coccolava il birraio. Dopo la foto di gruppo di rito ci dirigiamo nello spazio allestito per bere e mangiare qualcosa. Il signor Martin nel frattempo si era spostato nello spazio all’aperto per servire da bere e non ho perso l’occasione di essere servita da lui, ‘Il Padrone’ come lo chiama Kuaska. Abbiamo bevuto una ottima Oude Kriek ed una  buona Oude Geuze seduti a dei tavoli da fiera. L’atmosfera era piacevole ed il numero di persone cominciava ad aumentare, abbiamo così deciso di proseguire la nostra peregrinazione.

La pioggia continua incessante ma poco dopo le 14:30 arriviamo da Lindemans, immediatamente resto stupita dalle dimensioni della birreria, un grandissimo capannone e macchine a perdita d’occhio lungo la strada, parcheggiamo a quasi 500 m. dall’ingresso. Entriamo, ci consegnato il ticket per la degustazione e seguiamo il percorso. Troviamo anche qui una cotta in atto, il mosto era in fase di ebollizione ed i visitatori erano liberi di aggirarsi fra le caldaie bollenti senza una minima protezione. Tutto l’impianto è in acciaio, la storia della famiglia e le fasi della produzione erano illustrate da schermi posizionati lungo il percorso. Qui per la prima volta non vedo botti, ma innumerevoli fermentatori in acciaio. Il percorso termina in un grande magazzino subito dopo la linea di infustamento ed imbottigliamento dove viene illustrato anche il processo di pastorizzazione. Il magazzino era stato allestito come se fosse una festa di paese, da una parte il palco per l’intrattenimento musicale, tavoli, panche e un area che distribuiva da bere e da mangiare ed immancabile il gonfiabile per intrattenere i bambini. Abbiamo bevuto la Oude Geuze, non ci siamo fermati molto, ritengo sia stato il posto che mi è piaciuto meno per mancanza di atmosfera.

05-10 Brouwerij Hanssens (9)

Brouwerij Hanssens

Concludiamo la giornata dirigendoci a Dworp da Hanssens, non piove più, l’atmosfera cambia completamente, entriamo nel cortile un po’ infangato dalla precedente pioggia. La dimensione è più piccola di De Troch, Hanssens non produce, è un assemblatore. I volti della persone sono gioviali, la maggior parte delle persone sono locali ed alcuni sembrano veramente usciti da un quadro di Bruegel. Entriamo per vedere la sala delle botti che Kuaska ci aveva descritto come piuttosto fatiscente, ma dobbiamo ricrederci, troviamo diverse botti nuove provenienti dalla Polonia e tutto con una parvenza di ordine. Anche qui troviamo delle botti ‘marce’, scure dal tempo e che sembra possano cedere da un momento all’altro. Beviamo il lambic assemblato da Hnssens con lambic di Boon e Lindemans e non più di Girardin e poi appollaiati su degli improbabili sgabelli da bar assaggiamo il Lambic Cassis. Kuaska incontra degli amici e finalmente il Principe del Pajottenland si sente a casa con intorno i suoi sudditi.

Ho partecipato la prima volta quest’anno al Toer De Geuze, abbiamo visitato birrerie ‘Off Limits’ per Kuaska, ed in tutte ho trovato un filo conduttore, il momento di festa paesana. Ho inoltre riscontrato una grande attenzione alle famiglie in tutti i posti era presente un angolo per i giochi dei bambini ed uno spazio di aggregazione. Peccato per la pioggia, con il bel tempo sarebbe possibile usare la bicicletta per partecipare al Toer. Per gli appassionati è indubbiamente un momento interessante per conoscere le varie realtà di produttori e assemblatori di lambic ed un momento unico per capire come questa bevanda sia radicata nella tradizione familiare. Non a caso il Lambic è la bevanda del popolo.

Anna Borrelli

2 thoughts on “Il Toer de Geuze con il Principe del Pajottenland

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