Italian Grape Ale, vanto italiano o…

1

11/05/2016 di movimentobirra

... o solo una cagata? In questa intervista Teo Musso – nell’ambito di un discorso che toccava anche diversi altri argomenti – ha definito con tale termine questo tipo di birre, chiarendo successivamente in un post su facebook che il suo commento era diretto al “concetto” di birra con uva o mosto d’uva e non alla qualità delle birre e al lavoro dei suoi stimati colleghi che le producono.  Gianriccardo Corbo – che oltre ad essere il presidente della nostra associazione, è giudice BJCP e presso di esso è stato promotore del riconoscimento di questo stile – ha voluto condividere su Facebook e nel nostro blog le sue considerazioni

Raramente intervengo su questioni del genere ma questa volta invece lo faccio, non con lo scopo di dissentire (anche se nel caso specifico dissento) ma per far capire che sforzo ci sia stato dietro l’inclusione all’interno del BJCP dello stile IGA. Uno sforzo personale soprattutto ma non solo.

Premessa: nel 2014 come membro BJCP vengo invitato a partecipare ad una riunione Europea con esponenti del BJCP di varie parti d’Europa coordinata dal presidente del BJCP in persona. Scopo della riunione (durata 2 giorni) è ridefinire, correggere, confermare le linee guida BJCP (solo per gli stili europei) uscite poi nel 2015 ma anche una opportunità da parte del presidente del BJCP di raccogliere nuove tendenze birrarie Europee non facilmente percepibili oltreoceano. Colgo l’occasione in quella sede di presentare lo stile Italian Grape Ale come proposta italiana. Settimane prima butto giù il testo e lo condivido con alcuni amici/colleghi come Andrea Camaschella e Luca Giaccone che hanno contribuito alla revisione del testo. Perchè ho proposto questo stile? Perchè da appassionato ITALIANO di birra, sarebbe stato un onore vedere nella massima guida degli stili birrari la parola ITALIA. Le linee guida BJCP fino alla precedente revisione annoveravano stili provenienti dai Paesi con alta storia brassicola. Oggi ce ne è uno in più! L’ho fatto convinto che sarebbe stato inoltre un giusto riconoscimento a birrai bravi e lungimiranti come Nicola Perra, Riccardo Franzosi, Valter Loverier che per primi hanno utilizzato il mosto d’uva per far birra. L’ho fatto sapendo di forzare un po’ la mano? Certo che sì! ma chi se ne frega! Se non l’avessimo fatto noi lo avrebbero fatto i francesi o gli spagnoli… ed invece il bollino sopra ce lo abbiamo messo noi. Spero di non essere il solo a percepire la bellezza di ciò.

Gli stili nascono nella maggior parte dei casi perché i birrai di un territorio iniziano ad usare ingredienti del territorio. La birra è una bevanda sfrontata, può essere fatta con tutto o quasi e l’uva non è per caso un ingrediente del territorio? Anche Teo afferma che la birra è terra ed affermare invece che l’uva non possa rappresentare un simbolo di identità birraria italiana (quando siamo conosciuti soprattutto per il vino nel mondo) per me è non riuscire a vedere una opportunità.

In ogni modo era un tentativo di buttare un sasso nello stagno e far percepire in maniera più ingombrante la nostra presenza in un campo in cui ci siamo affacciati con serietà l’altro ieri. Non avrei puntato un euro bucato sulla pubblicazione dello stile da parte del BJCP ma alla fine ce l’hanno pubblicato! E dopo non poche parole spese nel far capire che una birra fatta col mosto d’uva non è semplicemente una birra alla frutta… perchè l’uva per un italiano non è un frutto. E’ uva! varia da vigna a vigna!
Da quando lo stile è stato pubblicato è accaduto che tanti birrifici (con fortune alterne) abbiano iniziato a produrre IGA. L’hanno fatto anche gli homebrewer. Ma la cosa più importante è che il continuo nascere di produzioni con mosto d’uva sta contribuendo ad una migliore definizione dello stile entro parametri più definiti. Se oggi dovessi riscrivere lo stile riuscirei con maggiore facilità a dargli una identità più univoca.

In ogni modo, vedere lo stile pubblicato è stato motivo di orgoglio personale. Spero lo sia per tanti altri appassionati

Gianriccardo Corbo

One thought on “Italian Grape Ale, vanto italiano o…

  1. […] Fonte: Movimento Birra … o solo una cagata? In questa intervista Teo Musso – nell’ambito di un discorso che toccava anche diversi altri argomenti – ha definito con tale termine questo tipo di birre, chiarendo successivamente in un post su facebook che il suo commento era diretto al “concetto” di birra con uva o mosto d’uva e non alla qualità delle birre e al lavoro dei suoi stimati colleghi che le producono.  Gianriccardo Corbo – che oltre ad… Leggi: Italian Grape Ale, vanto italiano o… […]

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Collabora con noi!

Vuoi collaborare con la rivista o il blog di MoBI? Scrivici a movimentobirrarioitaliano@gmail.com!

  • 162,361 visitatori
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: