Birre selvagge? Impariamo a domarle con un corso di degustazione!

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22/04/2016 di movimentobirra

06-genoveseKuaskaservebirraFra le recenti iniziative proposte da MoBI, quella di proporre corsi di degustazione di birre acide è stata fra le più apprezzate. È in parte una coincidenza che questo avvenga in concomitanza con l’uscita dell’edizione italiana (da noi curata) del terzo volume di Birre del Belgio dedicato appunto alle birre acide, anche se questo testimonia comunque il crescere dell’interesse verso questi tipi di birre. L’idea di un corso del genere deriva da un’opportunità e una necessità: l’opportunità ci è data dall’avere fra le nostre file uno dei maggiori esperti (se non il maggiore) riguardo le birre acide e in particolare il lambic: il nome di Lorenzo Dabove a.k.a. Kuaska è una garanzia in questo senso – senza trascurare il fatto di avere comunque altri docenti molto ferrati sull’argomento. La necessità è quella che hanno diversi appassionati di approfondire le proprie nozioni su questo genere di birre, spesso molto diverse rispetto a quelle comunemente consumate, e da valutare e apprezzare usando parametri spesso differenti. Una necessità sentita anche da chi scrive: nonostante sia da molti anni appassionato di lambic e dintorni, sentivo che nonostante tutto mi mancassero riferimenti più precisi per poter inquadrare questa magica bevanda, valutarla e poterla apprezzare. Ad esempio, come valutare diversi lambic della stessa tipologia – come per esempio le gueuze – cogliendo le sottili differenze tra un blend e l’altro? Quali sono i tipi di acidità? Quali fra i famosi off-flavour sono davvero da cercare piuttosto che da considerare difetti? Penso che nella stessa situazione si trovino altri appassionati ed è questa la ragione per introdurre questi corsi. Normalmente un classico corso di degustazione dedica al massimo una lezione alle birre del Belgio – a volte anche solo una lezione su tutti gli stili birrari – o al massimo una lezione sulle tipologie acide, qui invece si è pensato di dedicarvi quattro intere serate.

In questa sede non voglio presentare un vero e proprio report – essendo in un certo senso “di parte”, avendo partecipato all’organizzazione – ma illustrare come è stato pensato, come si è arrivati alla sua realizzazione e come si è strutturato nella prima edizione e poi in quelle future.

In omaggio a Kuaska, l’esordio di questo corso è avvenuto a Genova, piazza notoriamente difficile, per una certa generale “prudenza” dei genovesi verso le novità. Insomma abbiamo voluto cominciare con un test un po’ più impegnativo per questa formula, dicendoci “se funziona a Genova…” La risposta per fortuna c’è stata, raccogliendo per lo più appassionati già un po’ addentro al mondo dell’acido, anche se il corso – lo sottolineiamo – era rivolto a tutti. Un corso del genere presenta un certo impegno organizzativo, anche per l’attenzione alla qualità e alla rappresentatività delle birre da proporre, che – oltre ai costi – impone di rivolgersi a diversi fornitori. La logistica, nel caso di questo primo corso, è stata ulteriormente complicata dalla nostra scelta di effettuare le quattro serate in quattro locali diversi, sicuramente interessante per i partecipanti e potenzialmente più adatta a raccogliere un maggior pubblico, ma che ha richiesto altro impegno per la giusta distribuzione delle birre fra i vari locali. Le prime tre lezioni sono avvenute in piccoli locali (Kamun Lab, I Troeggi, il bar La Pausa” e quella conclusiva, comprendente la cena in un un ristorante (il Genovese); anche per le prime tre serate si è comunque provveduto a fornire qualche piattino per apprezzare le possibilità di abbinamento di queste birre.

06-genoveseRiccardoLa prima lezione è stata (e probabilmente lo sarà anche in generale nelle prossime edizioni) forse la più sostanziosa e impegnativa, poiché oltre ad approfondire il tema specifico (le gueuze) è stato il momento per introdurre il lambic in generale, dalla storia alla produzione e caratteristiche. Il proverbiale carisma di Lorenzo e la sua travolgente passione sono sempre efficaci nel far apprezzare il lambic anche ai più scettici. In questa sede si è andati oltre… come auspicato è stata un’occasione di confronto all’interno dello stile: si è infatti iniziato con il raro lambic piatto – alla spina – di Boon nella versione maturata da Beersel per passare alle gueuze – alcune derivate dal quello stesso lambic – confrontando le diverse interpretazioni e ritrovandone le caratteristiche nell’abile e ottimo blend di Tilquin.

La seconda lezione (che nel caso di Genova, abbiamo in realtà effettuato come terza serata per motivi logistici) è stata per certi versi più varia, dedicata infatti alle “variazioni” sul lambic: oltre alle versioni alla frutta ci si è soffermati anche sull’originale (ma in realtà tradizionale) blend di tripel+gueuze di Vicaris. Anche in questa serata interessanti le comparazioni fra diverse intepretazioni delle kriek, tutte “autentiche”, a cui è stato contrapposto un piccolo assaggo di una “falsa” Kriek – neppure menzionata nel programma 😉

Ancora più varia la terza lezione, dedicata agli stili più diversi: Berliner Weisse (qui in una versione “scandinava” aromatizzata), Gose, Flandres Red e Oud Bruin, concedendoci anche una “chicca” quale la Rodenbach Vintage, anche questa offerta senza risparmio – niente “assaggini” in questo corso!

Una serata insomma sempre appassionante che al di là del lato di piacevolezza ci ha permesso di esaminare i diversi tipi di acidità che ritroviamo nel vari stili.

06-LaPausaPiù “godereccia” e conviviale, e di grande soddisfazione, la quarta e ultima serata, dedicata ad un birrificio italiano con la presenza del birraio – in questo caso Riccardo Franzosi del birrificio Montegioco –  le cui birre sono state proposte in abbinamenti nel corso di una cena di grande livello. Birra abbondante (tanto da mandare “in rosso” il bilancio economico!.. ma non era questo lo scopo) e ottimi piatti. L’atmosefera e il buon bere e mangiare non hanno escluso i momenti di approfondimento: oltre al “solito” Lorenzo, anche il birraio – chi lo conosce non aveva dubbi – è stato sia comunicativo che preciso e ricco di spunti su storia e produzione delle sue birre.

Come vedete, mi ero ripromesso una fredda descrizione del corso, ma forse mi son lasciato prendere dall’entusiasmo, essendo un corso che ho vissuto anche come “partecipante” e che aspettavo da tempo. Aspettiamo certamente i feedback oggettivi di chi ha partecipato, ben sapendo che ci sono aspetti da affinare organizzativamente e didatticamente, ma il bilancio è stato più che positivo, tanto da riproporre subito la stessa formula in altre sedi. Kuaska sarà sempre il protagonista, ma nelle edizioni future si alterneranno in alcune lezioni altri validissimi docenti MoBI.

Max Faraggi

One thought on “Birre selvagge? Impariamo a domarle con un corso di degustazione!

  1. […] Fonte: Movimento Birra Fra le recenti iniziative proposte da MoBI, quella di proporre corsi di degustazione di birre acide è stata fra le più apprezzate. È in parte una coincidenza che questo avvenga in concomitanza con l’uscita dell’edizione italiana (da noi curata) del terzo volume di Birre del Belgio dedicato appunto alle birre acide, anche se questo testimonia comunque il crescere dell’interesse verso questi tipi di birre. L’idea di un corso del genere deriva da un’opportunità e una… Leggi: Birre selvagge? Impariamo a domarle con un corso di degustazione! […]

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