Westvleteren: istruzioni per l’uso

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18/09/2015 di movimentobirra

Un... "passeggero" d'eccezione

Un… “passeggero” d’eccezione

Il vero e proprio mito che circonda le birre dell’Abbazia di St. Sixtus è dovuto non solo all’indubbia qualità ma anche alla loro “rarità” – o comunque difficile disponibilità – e relativo prezzo. I due aspetti sono collegati e si alimentano a vicenda – ad esempio, il fatto di essere stata giudicata la migliore birra del mondo da ratebeer.com alimentandone la richiesta non ha certo giovato alla sua reperibilità, anche se in realtà i problemi erano ben presenti da anni se non decenni.

Il problema è legato al fatto che le Westvleteren non sono affidate a un distributore/importatore, ma “ufficialmente” sono in vendita solo all’abbazia, direttamente al cliente finale. “Ufficialmente”, perché come ben sa chi già frequentava quei lidi birrari 10 o 20 anni or sono, nei giorni in cui soprattutto la “12” veniva venduta al pubblico, dalle prime ore del mattino si formava una lunga fila non solo di privati ma anche di furgoncini di beershop, locali e esportatori, intenzionati non a consumare ma a rivendere le “preziose” bottiglie. Questo non solo diminuisce la disponibilità per il privato, ma ha l’effetto di far lievitare i prezzi per chi la compra nei locali/beershop, sia per la legge di domanda/offerta, sia perché per il rivenditore l’approvvigionamento risulta difficoltoso e rende l’operazione appetibile solo applicando poi un ricarico decisamente sproporzionato. In realtà all’origine queste birre non sono affatto care, viaggiando tuttora sotto il paio di euro a bottiglia! L’abbazia ha cercato alcune contromisure cambiando le modalità di acquisto, e di recente in modo occasionale ha anche reso disponibile alcune quantità di WV12 alla distribuzione, ma nel complesso questo non è bastato a cambiare la situazione… ormai il mito era creato.

Dopo queste premesse, come si possono reperire queste birre? Lasciando da parte beershop online e locali in cui solitamente il prezzo è spropositato (e in alcuni casi viola anche un po’ le regole stabilite dal monastero), l’ovvia soluzione è di comprarle all’abbazia stessa: certo, il Belgio non è dietro l’angolo, ma la zona offre attrattive birrarie che non si limitano certo a St Sixtus ed è quindi meta irrinunciabile di pellegrinaggi degli appassionati.

 

Le possibilità sono tre:

  • Il punto di consegna delle bottiglie prenotate. Sulla destra le auto dei "fortunati"acquisto di una o più casse (crates) da 24. È l’opzione più ambita, soprattutto per il prezzo: 30, 35 e 40 euro per una cassa da 24 bottiglie di Blonde, 8 e 12, a cui aggiungere il vuoto e la cassetta, entrambi rimborsabili alla resa. L’impresa non è facile: anzitutto è necessario verificare sul sito http://sintsixtus.be/ (più precisamente alla pagina http://users.telenet.be/sintsixtus/sintsixtus/bierverkoopactueel.htm) la disponibilità delle birre, e soprattutto il giorno e l’ora in cui sarà possibile prenotarle (giorni di prenotazione e di ritiro non sono frequenti e variano a seconda delle qualità, disponibili a rotazione). A quel punto, il giorno fatidico si tratta di riuscire a prendere la linea, cosa non facile visto che in quelle poche ore cercano di telefonare privati e non, da tutta Europa! Se si è fortunati, trovata la linea libera e dopo un bel po’ di squilli, risponderà finalmente (in inglese se richiesto) il monaco prescelto per il faticoso compito, con cui fissare l’orario esatto di ritiro (solo nell’ambito di 2 o 3 giorni prestabiliti, massimo due casse in genere) e a cui si deve dare la targa dell’auto con cui ci si presenterà all’abbazia. Al giorno e orario prefissato ci si mette in coda alle altre auto dello stesso orario e finalmente si possono caricare le agognate casse dopo che è stata verificata la nostra targa. So di persone che, dopo un guasto alla propria auto, ne hanno staccato la targa per poter raggiungere con altro mezzo l’abbazia e “riscuotere” egualmente le birre!
  • acquisto al beershop del locale di mescita, “In de Vrede”. In un angolo dell’ampio locale, è possibile acquistare le birre (e altri prodotti, come formaggi e bicchieri) ad un prezzo un po’ più alto ma comunque simile a quello di una “normale” birra in un beershop. Il limite però è di un solo “six-pack” a persona (…a meno di non tornare il giorno dopo, o dopo qualche ora…). Il problema è la disponibilità: se va bene sono presenti una o due delle qualità, o magari dei cartoncini misti sempre da sei, ma in altre occasioni erano disponibili solo dei cartoncini con 2 birre + 2 bicchieri, e alcune altre volte… nulla!
  • In de Vrede, il moderno locale di mescita dell'Abbazia

    In de Vrede, il moderno locale di mescita dell’Abbazia

    consumo all’interno dell’In de Vrede. Per il consumo sul posto le birre sono sempre disponibili – ma non pensate di “barare” portandole via, perché vi vengono stappate e servite. Oltre ad essere l'”ultima spiaggia” – ma che spiaggia! – è ovviamente un’opzione irrinunciabile anche in caso di successo delle precedenti opzioni, soprattutto per assaporare nella sua freschezza luppolata l’ottima ma deperibile Blonde, che per questo motivo è viceversa meno consigliabile per un acquisto “a cassa” a meno di non avere consumi notevoli. Difficile però non farsi tentare anche da un assaggio di 8 e di 12, che per quanto siano servite troppo giovani sono comunque godibili e non rimarranno certo nel bicchiere… quel che rimarrà sarà solo la voglia di ritornare!

Foto a cura di Rosalba Gelardi

Massimo Faraggi

One thought on “Westvleteren: istruzioni per l’uso

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