Un corso di degustazione di birre può cambiarvi la vita

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30/04/2015 di movimentobirra

Kuaska a un corso di degustazione di MoBI  (Foto di Rosalba Gelardi)

Kuaska a un corso di degustazione di MoBI (Foto di Rosalba Gelardi)

Non esagero, succede.

Il fascino che può sprigionare questa bevanda è tale da poterne fare – se le condizioni al contorno e il momento personale sono particolarmente propizi – un nuovo centro attrattore nell’esistenza di alcune persone.

Certo, questa illuminazione avviene solo in casi particolari (sebbene non così rari) mentre la stragrande maggioranza di coloro che si iscriveranno ad uno dei suddetti corsi probabilmente non sperimenterà mai un tale livello di sublimazione.

Una cosa però ci sentiamo di di affermarla con certezza: tutti (o quasi) gradiranno l’esperienza, si divertiranno e non rimpiangeranno l’investimento di tempo e denaro affrontato.

Si pone però un problema: l’offerta di corsi di questo genere è ormai molto ampia ed operare una scelta sta diventando ormai piuttosto difficile, tra associazioni consolidate e con un lungo percorso alle spalle e nuove realtà di piccole o grandi dimensioni, locali o con copertura nazionale.

Nella speranza di poter contribuire a fare un po’ di chiarezza sulla situazione odierna e fornire qualche informazione utile ad orientarsi in questo ambito, vi presentiamo un’intervista “tripla” ai tre referenti principali di quelle che sono probabilmente, al momento, le principali realtà nel campo dell’offerta di corsi birrari: Associazione Degustatori Birra (AdB), Movimento Birra (MOBI) e UnionBirrai (UB).

Vi invito quindi a leggere le risposte “parallele” alle questioni che abbiamo posto loro, a farvi un’idea delle associazioni stesse e delle loro proposte, nonchè del momento attuale del settore. E poi, se già non l’avete fatto, ad iscrivervi ad un corso.

Sicuramente non avrete a che pentirvene.

Ma attenzione, perchè…un corso di degustazione di birre può cambiarvi la vita.

 

10 buoni motivi per iscriversi a corsi di degustazione di birre:

  1. Forniscono un lessico e un vocabolario indispensabili
  2. Suggeriscono un approccio e delle linee guida utili
  3. Superano i limiti dell’autodidattica
  4. Permettono il contatto umano e il confronto
  5. Sono utili per l’homebrewing (degustare correttamente le proprie birre è d’aiuto per poterne riconoscerne pregi e difetti e quindi migliorarle)
  6. Sono divertenti
  7. Assicurano assaggi interessanti
  8. Sono, tutto sommato, decisamente economici
  9. Vi si possono incontrare personaggi interessanti o almeno peculiari
  10. Sono un buon modo di passare la serata (meglio di rimanere a casa a vedere Don Matteo, comunque)

 

10 buoni motivi per NON iscriversi ad corsi di degustazione di birre:

  1. Se sapete già tutto
  2. Se rischiate di rimanerci sotto, come è successo a molti poveretti che ora vi dedicano tutto il tempo libero
  3. Se avete in mente di rimorchiare
  4. Se non riuscite a stare 5 minuti senza guardare lo Smartphone
  5. Se vi sono rimasti pochi punti sulla patente
  6. Se rischia di essere il colpo di grazia per il vostro matrimonio
  7. Se avete problemi di budget o siete semplicemente tirchi (il corso in sé è economico ma l’hobby delle birre artigianali purtroppo no)
  8. Se lo fate per sentirvi “cool” (iscrivetevi al FISAR o all’AIS)
  9. Se siete particolarmente cagacazzo (iscrivetevi al FISAR o all’AIS)
  10. Se vi piace Don Matteo

 

  1. Ciao, innanzitutto spendi qualche parola per presentarti e per descriverci il tuo ruolo all’interno dell’associazione

ADB Ciao, 09-Oliver 2mi chiamo Oliviero Giberti e coordino i corsi per l’ADB in Lombardia e da settembre sarò supervisore per tutti i corsi che ADB terrà in Italia. Da appassionato di birra ho frequentato io stesso il corso in ADB quattro anni fa; una volta passato il corso, ho fatto l’esame per diventare relatore e giudice sempre in ADB ed eccomi qui. Ad ottobre farò il corso da biersommelier al Doemens Institute a Monaco.

UB Mi chia09-giannassomo Marco Giannasso, dal 2009 mi occupo dei corsi di degustazione di Unionbirrai, dal 2011 sono il referente degli Ubt e dal 2013 faccio parte del consiglio direttivo dell’associazione.

 

 

MoBI Mi chiamo Ivan Fila, dal 2013 faccio parte del Consiglio Direttivo di MoBI e mi occupo della organizzazione del Campionato Italiano Homebrewers, del coordinamento dei corsi per homebrewers MoBI e dei corsi degustazione di MoBI.

Ci sono anch’io: Massimo Faraggi, del Consiglio Direttivo di MoBI, mi occupo principalmente della Guida ai Locali, iniziative editoriali e di questa Rivista. Approfitto del mio ruolo per dire anch’io la mia su alcuni degli argomenti toccati!

 

  1. Puoi descriverci brevemente come si struttura la vostra associazione relativamente alla fornitura dei corsi di formazione? Struttura organizzativa, ruoli e responsabilità, modalità di gestione, dislocazione sul territorio, zone coperte, etc.

ADB ADB propone corsi su buona parte del territorio nazionale (Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Piemonte, Campania, Umbria, Abruzzo, Marche, Puglia) cercando anche di sviluppare l’attività didattica dove ancora non si è riusciti ad arrivare. ADB ha una delegazione nazionale ed una serie di delegazioni regionali che promuovono eventi e corsi sul loro territorio, cercando i locali adatti e promuovendo corsi ed eventi legati al mondo birra. Ci sono un presidente nazionale, i presidenti regionali dove sono presenti le delegazioni e altri addetti all’organizzazione dei corsi ed al loro coordinamento nei vari aspetti (economico, logistico e didattico). I corsisti, una volta completata l’iscrizione, ricevono il materiale didattico e la valigetta con i bicchieri ed il corso ha inizio.

UB Io sono il referente dei corsi e sono coadiuvato da un addetto all’organizzatore dei corsi e da tutor sul territorio di svolgimento, per ora le regioni meglio coperte sono Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Puglia e Campania.

MoBI (Ivan) Io sono il coordinatore dei corsi di MoBI, coadiuvato anche dal Presidente Carlo Canegallo e sotto la supervisione di Lorenzo “Kuaska” Dabove per quanto riguarda i corsi degustazione. Nell’ultimo anno stiamo cercando di espandere l’erogazione dei corsi in diverse zone d’Italia, in particolare il centro-sud.

 

  1. Parlaci dei docenti, come vengono selezionati e come vengono coinvolti, gestiti e valutati

ADB I docenti provengono sostanzialmente da due vie: una è quella diretta dal percorso all’interno di ADB (come nel mio caso): una volta promossi al corso per degustatori, si preparano delle lezioni da docenti (per una delle materie proposte al corso) e, quando c’è l’esame, propongono la loro lezione di fronte a docenti già attivi ed esperti. Se valgono e sono adeguatamente preparati vengono affiancati durante i corsi a docenti che già trattano quella materia, così da fare esperienza senza essere mandati allo sbaraglio: parlare in pubblico e guidare le degustazioni non è così immediato. Fatta qualche lezione, inizia il loro percorso. L’altra via è quella di coinvolgere personaggi già noti del mondo birra: birrai, giornalisti, degustatori affermati, esperti nel settore. Per tutti la valutazione viene fatta attraverso dei questionari di gradimento che i corsisti compilano alla fine di ogni corso. L’obiettivo è quello di cercare di mantenere un livello alto e standard in ogni corso che facciamo.

UB I docenti sono reclutati tra Ubt, birrai e professionisti del settore. Alla fine di ogni corso i corsisti compilano un questionario che serve a valutare i vari docenti.

MoBI (Ivan) I docenti sono in parte professionisti o semi-professionisti, selezionati direttamente da MoBI: in particolare degustatori, giudici di concorsi nazionali e internazionali, birrai, operatori del settore ristorazione con comprovata esperienza nel mondo della birra artigianale

 

  1. Quante e quali tipologie di corsi fornite (numero e argomenti principali delle lezioni e, possibilmente, prezzo dell’offerta formativa)

ADB Al momento forniamo, oltre a singole serate proposte dalle varie delegazioni, un corso per degustatori di birra che si svolge su 13 lezioni da 2 ore e mezza l’una, più l’esame finale. Nelle 13 lezioni è compresa la visita ad un birrificio mentre le altre lezioni riguardano: la tecnica di degustazione, le materie prime, la produzione, gli stili, gli off flavors, la spillatura, il marketing e la legislazione, la storia e l’abbinamento con il cibo. In ogni lezione vengono proposte in degustazione alla cieca 3 birre. Ai corsisti viene fornito il materiale didattico e una valigetta con tre bicchieri da degustazione. Il costo tutto compreso è di 300€. Ai corsisti che sostengono l’esame finale viene conferito un diploma.

UB Uniobirrai offre tre tipi di corsi: 1) corso di cultura birraria (4/5 lezioni), corso di degustazione 1° livello (11 lezioni), corso di degustazione 2° livello (8 lezioni)

MoBI (Ivan) L’offerta formativa di MoBI si compone di un Corso per Homebrewers della durata di un giorno con cotta in diretta. Per quanto riguarda i corsi di degustazione abbiamo 3 formule: 1. Il corso di Introduzione alla degustazione di 4 serate con cena, 2. Il corso Approfondito di 6 serate con cena con particolare attenzione alla geografia delle birre (stili), 3. Il corso Specialistico di 12 serate con esame finale. Tutti i corsi prevedono sempre materiale didattico e libro a corredo del corso. Stiamo anche sperimentando una nuova formula di corsi per homebrewers incentrati su particolari stili birrari.

 

  1. Cosa può ragionevolmente aspettarsi un vostro studente a fine corso, sia a livello di crescita culturale nell’ambito birrario che per quel che riguarda eventuali prosecuzioni e sviluppi futuri?

ADB Sicuramente dopo le 13 lezioni, come spesso ci viene detto, il corsista è incuriosito dalla birra a 360° e scopre quanto sia variegato, profondo e ampio il mondo che la riguarda. Impara a degustare con attenzione e a capire meglio quello che ha nel bicchiere, divenendo un consumatore più consapevole. Quello che spieghiamo sempre è che il corso è solo l’inizio di un percorso di approfondimento, che può essere più o meno lungo a seconda dei desideri di ognuno. Per la nostra esperienza abbiamo visto corsisti intraprendere attività in proprio nel mondo della birra (distribuzione, produzione o assunzione in birrifici), cercare spazio all’interno di ADB o proseguire gli studi “brassicoli” in altre realtà importanti come le università ad esempio, anche all’estero.

UB Sicuramente un ampliamento della propria cultura birraria e della propria tecnica di degustazione a seconda del corso seguito e come sviluppi futuri la possibilità di far parte del gruppo di degustatori Uniobirrai Beer Tasters

MoBI (Ivan) Il partecipante del corso per homebrewers sicuramente porta a casa una esperienza diretta di produzione casalinga della birra e moltissime nozioni tecnico/pratiche. Il partecipante al corso degustazione acquisisce coscienza su che cosa è veramente la birra artigianale in quanto tale e preziose tecniche di degustazione e abbinamento con i cibi. Importante anche il rapporto diretto con diversi protagonisti del mondo della birra artigianale e il relativo scambio di esperienze.

  1. Quali ritieni siano attualmente i punti di forza della vostra proposta formativa e quali le aree su cui si può ancora lavorare?

ADB I punti di forza sono: la preparazione dei docenti, la quantità e la diversità delle tipologie di birra degustate alla cieca, la varietà degli argomenti che trattano la birra sotto molti aspetti, le lezioni di abbinamento con il cibo che cerchiamo di curare al meglio, infine anche parecchi anni di esperienza alle spalle nell’organizzazione dei corsi. Oltre a qualche problema estemporaneo e contingente, la cosa più difficile quando si fanno corsi in buona parte d’Italia è omogeneizzare tutte le lezioni e le degustazioni, perché i relatori sono tanti. Ci stiamo lavorando. In ogni caso ogni aspetto dei corsi è perfettibile.

UB Credo che i vari corsi vadano bene incontro alle esigenze delle diverse tipologie di corsisti, possiamo assicurare docenti di buon livello ed un esperienza pluriennale sul campo, l’area che stiamo cercando di migliorare è soprattutto quella logistica legata alle sedi dove si tengono le varie lezioni

MoBI (Ivan) I punti di forza dell’offerta formativa MoBI sono sicuramente la competenza dei docenti e l’ampiezza dell’offerta, in particolare quelli di degustazione. Dobbiamo lavorare sulla diffusione degli stessi sul territorio tramite l’aiuto di associazioni e gruppi di appassionati locali.

 

  1. Fuori dai denti: cosa ne pensi delle altre associazioni intervistate?

ADB Non penso niente di particolare, la concorrenza non la trovo negativa. Non capisco solo l’acrimonia che percepisco quando si parla “dell’altro”. Non sono un personaggio storico della birra, sono quasi un ultimo arrivato, ma con questo mondo ho a che fare. Per quanto possa solo togliermi il cappello per quello che hanno fatto e stanno facendo per il mondo birra le persone arrivate prima di me, noto che si è cascati purtroppo nella solita italianità, nell’incapacità cioè di collaborare e creare qualcosa di importante insieme; ci si limita spesso a coltivare solo il proprio orticello convinti che “l’altro” capisca poco. È triste. Non ha senso che l’appartenenza a una sigla (ADB, UB, MoBI o chi altri) sia sinonimo di competenza o incapacità, a prescindere dal personale percorso di formazione e da quel che si dimostra sul campo. Mi piacerebbe che un giorno ADB, UB, MoBI, Fermento Birra e tutti quelli che si danno da fare, possano sedersi a un tavolo e collaborare. Le persone valide sono valide per tutti.

UB Penso che ognuna di esse porti un contributo alla causa della birra artigianale italiana

MoBI (Max) Accolgo l’invito e rispondo davvero fuori dai denti, anche a costo di sembrare poco politically correct rispetto agli altri intervistati. Per me una vera associazione è quella in cui diverse persone unite da interessi comuni si mettono insieme, e poi con regole trasparenti ed elezioni – con un minimo di partecipazione – eleggono organi direttivi e presidente: per ADB, sotto lo stretto controllo di un singolo soggetto, le cose sono state diverse, a quanto leggevo sul loro statuto e a quanto ho visto seguendone la storia fin dagli albori. Se alla nascita si fosse presentata come attività imprenditoriale – invece di proclamarsi subito come associazione di consumatori/degustatori – avrei trovato del tutto legittimo portare avanti le loro iniziative e magari anche auspicabile qualche collaborazione. Tuttavia per una associazione come MoBI (e anche per me personalmente) questo tipo di trasparenza è più importante rispetto a qualsiasi ragione di “convenienza” e utilità. Poi, se le cose in ADB cambieranno o stanno cambiando, tanto meglio… Naturalmente tutto questo prescinde dai rapporti personali con chi lavora in ADB e dal giudizio di merito sulle loro attività.

Per quanto riguarda UB, quando ne facevo parte avevo proposto una più chiara divisione dei ruoli fra “pro” e “amatori”, e ora auspicherei una loro maggiore focalizzazione sulle problematiche “professionali”- ma naturalmente sono scelte che spettano a loro. In ogni caso trovo che iniziative come i Corsi possano essere appannaggio anche di Associazioni professionali e quindi è giusto che le organizzino; nel merito non le conosco abbastanza per esprimere giudizi sulla loro validità.

 

  1. Vi capita o vi è capitato di condividere risorse con altre associazioni (docenti, materiale didattico, etc)?

ADB Capita, soprattutto con personaggi storici e diciamo ormai superpartes, talmente apprezzati e conosciuti da non appartenere che a se stessi, nel senso buono ovviamente. Per il materiale didattico invece no, almeno finora.

UB La risorsa attualmente più condivisa è sicuramente quella umana avendo diversi docenti in comune

MoBI (Max) I docenti sono spesso condivisi, essenzialmente dipende da loro, nel senso che non abbiamo mai posto veti di sorta. Materiale direi di no, se non indirettamente nel senso di materiale di “proprietà intellettuale” del docente e che ha utilizzato anche con altre associazioni (caso comunque non frequente)

 

  1. Oltre ADB, MoBI e UB, esistono e continuano a fiorire innumerevoli altre entità, più o meno locali, che propongono corsi di formazione di tipologia molto simile alla vostra. Cosa ne pensi? Ne esiste qualcuno particolarmente valido o meritevole, che tu sappia?

ADB Onestamente non lo so, perché noto molti mini corsi da 3 o 4 lezioni, ma non da 12-13 lezioni come fanno le associazioni scritte sopra, più complicati da organizzare. C’è stato solo il corso di Fermento Birra simile ai nostri, con docenti conosciuti, per cui immagino sia stato di buon livello, almeno dai commenti che ho sentito e letto. La birra è, spero per molto, uno dei pochi settori in attivo per cui è ovvio che si sviluppino molte attività attorno ad essa. Io spero sempre e solo che tali corsi siano validi e fatti da persone preparate e non improvvisate, e che abbiano l’effetto di incuriosire le persone, spingendole ad approfondire l’argomento in corsi più articolati come quelli proposti da ADB, UB e MoBI.

UB Credo che la maggior parte dei corsi organizzati da associazioni locali siano un’ottima base di partenza per chi voglia intraprendere questo tipo di esplorazione e lo vedo quindi come un’opportunità di cominciare a scoprire questo mondo anche per chi non è ancora a conoscenza delle associazioni maggiori che operano in questo ambito

MoBI (Max) Come MoBI noi incoraggiamo le nostre associazioni locali a organizzare corsi con noi, o anche con una certa autonomia e il nostro patrocinio. Vedo che altre associazioni organizzano corsi con formato simile, e presumo che alcuni siano validi a seconda dei docenti – a volte alcuni sono gli stessi dei nosti ricorsi. Più perplessità su altri corsi dietro i quali si nascondono iniziative commerciali e che spesso sono palesemente inadeguati.

 

  1. Un aspetto evidente nel panorama birrario italiano, almeno a livello di associazioni, è la frammentazione. Malgrado i principali personaggi che gravitano intorno all’ambiente si conoscano, si frequentino e vadano, tutto sommato, anche d’accordo, le varie associazioni sembrano invece dei corpi totalmente estranei se non in netto contrasto. Perchè, secondo te?

ADB Si torna alla risposta di prima e fatico a capirne il vero motivo. In parte credo faccia parte di noi come italiani (basta buttare un occhio alla politica per capire cosa sia la frammentazione), in parte è come se ognuno volesse visibilità propria, finendo col perdere di vista l’obiettivo. A volte sembra uno scontro tra galli nel pollaio, nessuno è disposto a cedere o a trovare un compromesso tra le proprie idee e le altrui. È folle! Ma è così. E alla fine si costruisce comunque qualcosa, ma meno strutturato e forte. Che ci siano più associazioni va bene, ma non vedo perché la collaborazione debba essere un tabù.

UB Secondo me questo è purtroppo un riflesso della mentalità tutta italiana di voler preservare un piccolo spazio tutto proprio senza dover “avere a che fare” con qualcun altro, il problema della frammentazione è molto evidente nel mondo birrario italiano e non solo per quanto riguarda il settore corsi

MoBI (Ivan) Sinceramente non vedo contrasti, vedo possibilità di interazione invece. Ricordo però che ogni associazione ha un proprio fine stabilito dal proprio statuto

(Max) A parte quanto detto prima, rispondo da una angolazione pratica: la collaborazione è sempre bella, ma non sempre davvero utile. Nei casi in cui le rispettive competenze sono sostanzialmente sovrapponibili, non si ha un vantaggio pratico, e paradossalmente il fatto di coinvolgere più “teste” del necessario non fa che rendere più complicata e lenta l’organizzazione. In generale quello che serve (non solo per i corsi) è un collaboratore “complementare” (ad es. logistico/finanziario) piuttosto che un partner “gemello”.

Per quanto riguarda i corsi direi che i vari attori principali siano autosufficienti come capacità organizzative e corpo docenti (del resto in parte condiviso) e non mi vengono in mente particolari valori aggiunti in una collaborazione – se non il fatto di collaborare di per se stesso – a fronte per l’appunto di maggiori inerzie organizzative. Se venisse alla luce qualche aspetto nuovo, qualche idea per cui sia utile unire le forze, ben venga!

 

  1. In realtà il limite principale dell’attuale panorama formativo sta proprio nell’assoluta mancanza di standard. Ogni associazione, grande o piccola che sia, propone il suo programma, le sue lezioni e il suo attestato che, indipendentemente dal livello o dalla qualità dei corsi, ha una qualche validità e riconoscimento solo e soltanto all’interno dell’associazione stessa. Una possibilità di crescita ed evoluzione in questo ambito sarebbe invece da ricercarsi in un’integrazione delle proposte e delle risorse. La creazione a più mani e la condivisione di un modello unico, riconosciuto e sottoscritto dai vari enti principali, permetterebbe infatti la condivisione dei programmi, del materiale e delle prove di esame, e la certificazione finale potrebbe acquisire una sempre maggiore rilevanza e riconoscibilità in ambito (almeno) nazionale. Io penso che i tempi siano ormai maturi, in caso contrario questo “buco” potrebbe essere prima o poi riempito da nuovi attori (per esempio l’industria). Cosa ne pensi?

ADB Sono d’accordo i tempi sono maturi, c’è il mercato e c’è l’interesse. Personalmente auspico che, nonostante la giovinezza del settore birra artigianale e l’italianità di cui parlavo sopra, si inizi a pensare ad un percorso comune, di studi e di intenti, perché chi frequenta i corsi da degustatore possa vedersi riconosciuto non solo in ambito nazionale ma anche europeo. È un percorso lungo certo, non privo di difficoltà ma dal quale tutti possono guadagnare. Se fossimo capaci di far seguire al successo delle birre italiane all’estero anche un percorso formativo altrettanto riconosciuto, sarebbe un risultato enorme. Qualità della proposta, uniformità della formazione e tempi mediamente brevi, sono l’iniziativa più valida che possiamo avviare.

UB Anche questo è vero, l’unione ha sempre fatto la forza e riuscire a standardizzare alcuni aspetti riguardanti la formazione potrebbe essere una grande soluzione, però per arrivare a questo ognuno degli attori dovrebbe comunque dover cedere almeno un piccolo pezzo del proprio territorio e questa la vedo un po’ difficile allo stato attuale delle cose, però la speranza è l’ultima a morire.

MoBI (Max) Anche qui temo di dare una piccola delusione alle aspirazioni ecumeniche del buon Norberto 😉

I nostri Corsi sono rivolti alla promozione e divulgazione della cultura birraria a 360°: non ritengo che in questo momento ci sia necessità di figure professionali specifiche come i sommellier del vino, e anche se fosse, non è competenza di una associazione culturale e di consumatori come MoBI. Ne consegue che non siamo particolarmente interessati a rilasciare diplomi o certificati pseudo professionali che in pratica servirebbero solo farsi belli con gli amici: il valore dei nostri Corsi è in quello che si apprende e in quello che possono suscitare (come hai ben detto nell’introduzione) e non nel diploma.

Per quanto riguarda i formati, vedo che per forza di cose tendono già ora a standardizzarsi un po’ fra i vari enti che organizzano Corsi. Devo dire – e su questo facciamo un po’ di autocritica – che al momento anche all’interno della stessa MoBI non sempre i formati sono così uniformi! A volte si devono fare i conti con esigenze locali e con la disponibilità dei docenti nel trovare date per le lezioni, e in particolare talvolta l’ordine delle lezioni viene cambiato.

Un aspetto per il quale in effetti sarebbe auspicabile una certa standardizzazione è quello della formazione dei giudici dei concorsi di homebrewing: ormai, usciti dalla fase pionieristica, la richiesta è di avere giurie preparate e soprattutto consistenti, per cui dei corsi specifici che diano una certa uniformità di preparazione e una sorta di “certificazione” potrebbero essere opportuni.

(Ivan) Credo sia opportuno aumentare la collaborazione e la condivisione delle informazioni e degli intenti tra le diverse associazioni, tenendo sempre presente la finalità di ognuna.

 

 

One thought on “Un corso di degustazione di birre può cambiarvi la vita

  1. […] Fonte: Movimento Birra Kuaska a un corso di degustazione di MoBI (Foto di RosalbaGelardi) Non esagero, succede. Il fascino che può sprigionare questa bevanda è tale da poterne fare – se le condizioni al contorno e il momento personale sono particolarmente propizi – un nuovo centro attrattore nell’esistenza di alcune persone. Certo, questa illuminazione avviene solo in casi particolari (sebbene non così rari) mentre la stragrande maggioranza di coloro che si iscriveranno ad uno dei suddetti corsi probabilmente non sperimenterà mai un tale livello di sublimazione. Una cosa però ci sentiamo di di affermarla con certezza: tutti (o quasi) gradiranno l’esperienza, si divertiranno… Leggi: Un corso di degustazione di birre può cambiarvi la vita […]

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