Back to the future! Piccolo viaggio nel sorprendente mondo delle birre dell’Alto Adige

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01/02/2014 di movimentobirra

Batzen Bräu, Bolzano

Batzen Bräu, Bolzano

Bionde, rosse, scure: in Alto Adige/Südtirol, terra di confine e di contrasti, ne troverete di tutti i colori e per tutti i gusti. Stiamo parlando di birre, of course… Per cui, se capitate da queste parti e siete un amante del genere, consideratevi fortunato.
Alzi la mano chi non conosce la birra Forst, che dalla grande fabbrica alle porte di Merano è stata dapprima esportata nelle regioni vicine e poi ha spiccato il volo verso altre nazioni sparse per il mondo. Detto questo, è tempo di andare a vedere cosa bolle nelle caldaie dei nuovi birrifici artigianali che negli ultimi tempi stanno facendo cose egregie a sud del Brennero. Tenendo comunque presente che in Alto Adige la birra non è nata ieri.
Intanto c’è stato un momento in cui nell’antico Tirolo del Sud si contavano ben 27 produttori di birra; poi è bene sapere che già nel lontano 1730 la birreria Kirchberger di Brunico produceva un’ottima “Braunbier” e anche che nel 19° secolo tante birre made in Südtirol venivano esportate in mezza Europa.
La storia della birra altoatesina, al pari di quella dell’Italia settentrionale, è strettamente legata alla birra austriaca. Basti pensare alla grande popolarità che riscuoteva nella terra bagnata dall’Adige, ai tempi dell’imperatore Cecco Beppe, la Lager prodotta a Vienna. Ma anche la Hell di Monaco oppure le birre da esportazione fortemente luppolate, come la Bock o la Doppelbock, facevano lievitare i fatturati. Nel panorama altoatesino spiccava l’originale Porter scura della birreria di Vilpiano (paesino tra Bolzano e Merano), prodotta ad alta fermentazione secondo il metodo inglese. Lo scoppio della prima guerra mondiale fu però fatale all’industria birraria altoatesina, che negli anni del conflitto e nel Dopoguerra vide man mano spegnersi quasi tutte le sue caldaie.

Ma questa ormai è storia. Pensiamo invece al presente, a tutti quegli appassionati birraioli altoatesini che si son messi a caccia di antiche ricette proprio come quelli del Batzen Bräu di Bolzano, che vogliono lasciare un segno nel panorama locale riportando in vita la Porter originale. Con una produzione annua di quasi 3000 hl, sono sicuramente una delle realtà più importanti nel settore delle Craft Beer. Quando il loro mastro birraio “Pitsch” Pichler si materializza con le sue ultime creazioni e inizia a mescere con aria da furbetto la sua Viennarillo, luppolata a freddo con i luppoli aromatici americani Cascade e Amarillo, oppure la sua “Whisky Porter” maturata in botti di Bourbon, chiunque ami la birra non può esimersi dal pensare: “Questo è il posto che fa per me!” Ah, Pitsch è giustamente molto fiero anche della sua “Batzen Dunkel”, con la quale ha vinto al primo colpo la medaglia d’oro all’European Beer Star.

Gassl Bräu, Chiusa

Gassl Bräu, Chiusa

Pochi chilometri a nord di Bolzano c’è una graziosa cittadina medioevale chiamata Chiusa, dove l’amico Norbert Andergassen della Gassl Bräu ha fatto furore con la sua birra alle castagne: prodotta a bassa fermentazione, si fa apprezzare per il fruttato deciso e il carattere molto equilibrato. Anche la sua ultima birra stagionale al basilico è degna di applausi per lo spiccato aroma speziato. Insomma vale proprio la pena fare una capatina in questa piccola birreria, situata nelle pittoresche viuzze di Chiusa, e passare qualche ora a sorseggiare una buona birra conversando amabilmente con l’oste e il mastro birraio.

Già che ci siete, fate ancora qualche chilometro verso il Brennero e arrivate alla “Sachsenklemme”, ossia la Stretta dei Sassoni, chiamata così perché qui le truppe alleate di Napoleone caddero in un’imboscata tesa dai combattenti per la libertà guidati da Andreas Hofer (*) Qui, nel punto più stretto della vallata, oggi c’è la birreria artigianale “AH”. Avrete capito che si tratta delle iniziali dell’eroe tirolese, al quale i titolari avrebbero voluto dedicare la nuova birreria. Solo che a un certo punto furono assaliti dal sospetto che, nel patriottico Tirolo, qualcuno avrebbe potuto gridare allo scandalo vedendo abbinata la sacra figura di Hofer con una molto più prosaica birra. Morale della favola: la birreria è stata battezzata AH Bräu. Noi siamo peraltro convinti che il valoroso Andreas avrebbe apprezzato, e fatto abbondante onore, alle ottime birre create da Roland Ganterer e dal suo mastro birraio. Vi segnaliamo, tra le altre, la birra stagionale al lemon grass o la rara birra Gose, fermentata con acido lattico e con aggiunta di sale. La Gose è una birra originaria della città prussiana di Goslar, che dopo essere caduta nel dimenticatoio è stata recentemente riscoperta.

Rienz Bräu, Brunico

Rienz Bräu, Brunico

Bene, è tempo di spostarsi a est, nel centro principale della Val Pusteria: Brunico. Qui, nel posto esatto dove tre secoli fa si trovava la più antica birreria dell’Alto Adige, quella Brauerei Kirchberger che abbiamo citato prima, è nato il piccolo birrificio Rienz Braü. E la posizione ha portato fortuna al titolare, affettuosamente chiamato “Muschi” dagli amici, che per primo qualche annetto fa ha portato in Alto Adige una medaglia d’argento all’European Beer Star con la sua “Böhmisch Schwarzbier”. A quel successo ne sono seguiti svariati altri in campo nazionale, tanto da poter tranquillamente affermare che Brunico ha dato un importante impulso alla proliferazione in Alto Adige delle Craft Beer di qualità. Le birre che escono dalla Rienz Bräu si possono trovare anche nella storica Bottiglieria Harpf nel centro di Brunico, uno dei migliori e più assortiti spacci di birra della provincia. Qui gli scaffali, allestiti con gusto e perizia, pullulano di etichette esotiche, scovate personalmente durante i suoi viaggi in ogni angolo del mondo dall’esperto biersommelier Lukas Harpf.

Cambiamo totalmente zona e andiamo a ovest, imboccando a Vipiteno la spettacolare strada di montagna che porta a Passo Giovo. Una volta superato il valico scendiamo in Val Passiria – neanche a farlo apposta la vallata in cui è nato Andreas Hofer – e qui di birrerie artigianali ce ne sono addirittura due: la Höllen Bräu e il Martinerhof, entrambe fondate dalla famiglia Fontana. L’oste “Flor” – già di per sé uno spettacolo con le sue perenni brache di cuoio e i piedi spesso scalzi – e il suo team sono strenui sostenitori dell’arte birraria bavarese. Superfluo quindi dire che le ottime birre brassate in Val Passiria – Marzen, Weizen e Bock a seconda della stagione – portano la firma di un mastro birraio germanico.

Bottiglieria Harpf, Brunico

Bottiglieria Harpf, Brunico

Scendiamo la vallata, superiamo Merano e poco dopo arriviamo a Lana, dove la famiglia Laimer un bel giorno ha deciso che la birra servita nella loro osteria tipica se la sarebbe fatta da sola. E così, all’ombra del grande Biergarten e completamente a vista, il mastro birraio “Götz” crea varietà classiche di birra ma anche straordinarie specialità. Giusto un paio di esempi: una birra stagionale fermentata con lievito di champagne oppure una Bock maturata in barili di legno. Non contenti, i Laimer si sono fatti in casa anche una distilleria, dove oltre alle grappe classiche viene prodotta anche una strepitosa grappa di birra.

Il tour è finito, siamo tornati al punto di partenza: il centro storico di Bolzano. Qui, a poca distanza dalla Batzen Bräu, si trova la prima e più antica osteria-birreria dell’Alto Adige. All’interno delle storiche mura dell’antica torre civica, da qualche tempo Johann Pan produce nel suo impianto da 5 hl la celebre Bozner Bier, un tipo di birra molto apprezzata dai bolzanini. L’assortimento di birre cambia a seconda delle stagioni, e accanto a svariate Bock spicca una Weizen aromatica ai multi-cereali, prodotta tra altro con malti di segale, farro spelta, orzo, frumento e farro dicocco.

Amici che come noi amate la birra, credeteci: in Alto Adige la birra is back to the future!

Robert “Bobo” Widmann – Batzen Bräu

(*) Andreas Hofer (San Leonardo in Passiria, 22 novembre 1767 – Mantova, 20 febbraio 1810) è stato un oste, comandante e patriota tirolese. Noto anche come Generale Barbone, fu il comandante delle milizie tirolesi insorte contro la Baviera nel 1809. Fin dal XIX secolo, è considerato come uno dei più eminenti patrioti del Tirolo.(fonte:wikipedia)

2 thoughts on “Back to the future! Piccolo viaggio nel sorprendente mondo delle birre dell’Alto Adige

  1. tempodaluppoli ha detto:

    Non voglio fare il perfettino ma la parola “grappa” secondo la legge dell’Unione Europea si può usare solamente per i distillati di vinacce prodotti in Piemonte, Lombardia, Trentino, Alto Adige, Veneto e Friuli. Perciò sarebbe più corretto dire distillato di birra. Però è molto interessante sapere che nelle terre che danno vini unici al mondo (Gewurztraminer su tutti) c’è gente che ha passione per la birra e ci regala cose interessanti da bere.

    • maxbeer ha detto:

      In effetti penso tu abbia ragione… a parte le definizioni legali,devo dire che i distillati di birra che ho assaggiato nononstante provengano dal malto, al palato richiamano piu’ la grappa che il whisky… immagino dipenda anche dalla maturazione in legno o meno.

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