Fresca e spumeggiante: la scena birraria leccese

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05/09/2013 di movimentobirra

L'Orient Express

L’Orient Express

Sull’effervescenza della scena birraria pugliese si stanno spendendo tante parole, a cui spesso non segue un’ulteriore analisi riguardante il territorio, le nuove abitudini dei bevitori pugliesi e l’approccio dei locali.

Il fermento più visibile ed evidente è sicuramente localizzato nel sud-est barese, in cui io vivo, dove da qualche anno birrifici, brewpub, birrerie – e recentemente beer shop – stanno mettendo le basi per un movimento di consumatori più o meno consapevoli.

Se però devo descrivere il micromondo più attivo e promettente, il mio istinto mi porta a parlare di Lecce.
Quando ho accettato il compito di fare da referente per la Puglia nella futura Guida MoBI non sapevo quanto ci fosse da dire a riguardo del Salento, ma sapevo almeno da dove avrei dovuto cominciare: Prophet Pub.
Mentre mi armavo di mappe, indirizzi e raccoglievo suggerimenti, notavo che avrei potuto tranquillamente pianificare un percorso da poter fare a piedi. E allora parto verso la città barocca al calar del sole in un pomeriggio di aprile ed in un paio d’ore giungo a destinazione parcheggiando nei pressi di Porta Rudiae su Viale dell’università, da dove ha inizio il nostro pub crawl leccese.

Lascio il Prophet come ultima tappa per potermi poi concedere qualche chiacchiera in libertà con il publican Simone Pagliaro, ma intanto con grande stupore mi accorgo di quanto il suo esempio stia facendo scuola a Lecce. Dopo aver sondato un paio di luoghi dall’approccio standard, alla prima tappa utile becco l’Orient Express (Via Palmieri 31; orario Lun – Dom 18.00 – 03.00, chiusura:  ) di Davide e Rocco Candido, storico locale ricreativo avviato dal padre più di venti anni fa e dove il figlio, da due anni a questa parte, propone grandi birre, italiane e non, tra le cinque vie del bancone ed i due frigoriferi. Vedere sostituite le commerciali Augustiner da Brewfist ed Extraomnes alla spina e scorgere interessanti novità in fresco è davvero molto piacevole. Vivere un cambiamento di questo tipo nella mia terra è quasi un sogno ad occhi aperti.
Il Bluebeat Bar (Via Reale 58; orario 17.00 – 02.00, chiusura:  domenica) segue la stessa scia, piccolo ristoro nel borgo storico della città che si anima di giovani e che propone birre sì di moda ma di gran carattere, prese dall’universo inglese ed americano senza badare molto a spese né scartando le più innovative proposte italiane.

Il Prophet

Il Prophet

La sua fama lo precede, mi parla già di lui e del loro rapporto. Ma la stoffa di Simone, patron del Prophet (Via Maggiulli, 4; orario 19.00 – 02.00, chiusura:  Lunedì), si palesa davanti a me quando termino la serata nel suo locale a tarda ora, appena fuori dalle vie ricavate tra palazzi barocchi mozzafiato della città vecchia, ma anch’esso raggiungibile a piedi in pochi minuti. Più di dieci anni di vita alle spalle, un vero pub vissuto ma che è stato modellato in maniera tale da restare sempre attuale e senza tempo, pronto alle novità ma anche alle certezze, incastonato in un locale in pietra leccese, esaltato da basse luci e da affreschi che ricreano un fascino aulico.
Ottima l’offerta di cibo soprattutto per una pizza che non ti aspetti, mentre una larga e colorata lavagna detta le informazioni ai clienti, aggiornata rapidamente non appena cambia il fusto. Legno sacrosanto, intriso e rugoso, che sostiene bicchieri storici e molto ben assortiti.
Il bancone si estende sul fianco più lungo del pub offrendo dieci vie alla spina ed un approccio libero, indipendente, spassionato, fatto anche di ricerca e di selezione dei prodotti nonché di autorevolezza nei confronti dei vari distributori con cui un pub di questo tipo deve confrontarsi. Non è raro trovare produzioni inglesi vecchie e nuove, le più promettenti novità dell’avanguardia nordeuropea nonché le irriverenti proposte italiane ma anche pugliesi. E’ Simone ad aver coinvolto l’Orient Express, il Bluebeat Bar ed anche il birrificio B94 insieme al suo Prophet, creando nel corso degli ultimi anni una cricca di appassionati, colleghi nel lavoro e nella vita, accantonando una visione concorrenziale e sposando il gruppo, il gioco di squadra, la condivisione che da sempre sono il sale del mondo craft. L’alternanza di prodotti tra un locale e l’altro senza accavallamenti né giochi sporchi sta facendo scoprire ai leccesi una grande varietà di birre, mettendo il capoluogo in testa alle città pugliesi riguardo al buon bere, staccando di gran lunga anche città come Bari, dove potenzialità e pubblico non mancano, al contrario di un certo spirito d’iniziativa. Sinergia, visione d’insieme e tanta voglia di divertire e costruire, che li porta spesso anche a muoversi insieme verso i principali eventi birrari italiani, come consumatori attenti nonchè come publican responsabili.
Simone è tanto audace da spingersi anche nel campo del birraio, complice l’amicizia con Raffaele Longo del birrificio B94 di cui ha incarnato quasi un alter ego, suggerendo la produzione di qualche birra  più spinta (sono già tre quelle pensate insieme) rispetto alle produzioni caratterizzate dalla mano moderata e prudente del mastro birraio leccese. Birre che successivamente avrebbero riscosso grande successo e poi spinto Raffaele a farne una produzione fissa. Vedi Warning Hop che partì col nome di Alice in Wonderland, a cui sono seguite No Borders e Topless.

Intrattenersi con Simone è salutare per ogni appassionato, e mentre lui spilla e racconta io bevo, ed è piacevole cercare di parlarsi dietro queste dieci vie che lo ingabbiano consensualmente dietro al bancone.
Magari succedesse più spesso che una densa fila di spine ostacoli la vista dell’altro capo del bancone, così come accade al Prophet!
Quest’onda lunga del fermento leccese in realtà si spinge anche sulla costa, dove qualche coraggioso gestore propone anche diverse blanche, saison ed in alternativa ai leggeri vini bianchi o rosati autoctoni. A tal proposito mi sono segnato il nome del Soulfood di Torre dell’Orso, meta privilegiata dei soggiorni estivi, che sembra incarnare proprio questa sfida.

Dalla città di Lecce vengono colpiti in molti. Dalla sua movida birraria, fresca e spumeggiante, spero di avervi incuriosito io. Che sia una serata o un’intera vacanza, non manca certo da bere della buona birra.

Angelo Ruggiero

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