Cambridge: Università, real ale, pub e bambini

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08/05/2013 di movimentobirra

Il St. Radegund (foto di Rosalba Gelardi)

Il St. Radegund (foto di Rosalba Gelardi)

E finalmente ci siamo riusciti: tutto è pronto per le nostre sei settimane a Cambridge. Davide farà qualche settimana di vacanza e poi lavorerà da casa, io sono pronta per il Department of Earth Sciences della Università di Cambridge e il piccoletto è pronto per la permanenza alla nursery inglese. Com’è vivere in UK, anche se per un breve periodo? La scartoffie da produrre sono molto poche (dall’ottenere informazioni via email all’iscrizione al nido) e tutto sembra funzionare in modo sorprendentemente semplice, per noi italiani allenati a una burocrazia che definirei elefantiaca! Cambridge è un luogo magnifico per chi, come me, fa ricerca in Università: un’intera città raccolta intorno alla propria università è un sogno. Ma anche per i bambini non è malaccio…tantissimi parchi attrezzati, piscine al chiuso e all’aperto (!), un fiume con papere e cigni, parchi in città con tanto di mucche vaganti e un bel po’ di pub real ale per fare felici mamme e papà.

A proposito…veniamo alle cose importanti…come ci siamo trovati con la birra, i pub et similia? La risposta è…benissimo, nonostante le complicate regole per i bambini nei pub. Per fortuna è estate e, con i pub dotati di giardino, è tutto molto più immediato.

Non è mai stato facile andare al pub con i bambini in UK: il pub è considerato un luogo di “perdizione”, in cui i bambini non sono ammessi. Prima del divieto di fumo nei locali pubblici, c’era anche un problema di salute pubblica: o il pub aveva la cosiddetta “family room” in cui non si poteva fumare, o portare un bambino in un luogo chiuso, puzzolente e fumoso, pieno di gente ubriaca, non era propriamente educativo! Tenete conto del fatto che, al di sotto dei 18 anni, è vietato bere alcoolici e che il minore, anche se non beve, non ha accesso al pub fino ai 14 anni.

La birra take-away

La birra take-away

Con il divieto di fumo nei locali pubblici e, soprattutto, con il Licencing Act del 2003, le cose sono un pochino cambiate. Per spiegarmi meglio, ho bisogno di qualche definizione:

1)    Licenced premises: è un luogo in cui vengono dispensati e consumati alcoolici; di solito, è il pub in toto

2)    Bar Area: è il luogo in cui vengono acquistati gli alcoolici

Prima del Licencing Act del 2003, la presenza dei bambini e il consumo di alcoolici da parte loro era vietata solo nella Bar Area (ma non nelle Licenced premises), quindi per assurdo si poteva comprare una birretta a un bambino e portargliela da bere nella family room senza violare la legge! Ora la legge è fatta in modo da proteggere i minori (meno male!), quindi la presenza dei minori è vietata nella Bar Area e il consumo di alcoolici è vietato ovunque! C’è una piccola (ma sensatissima, secondo me) eccezione a questo: i 17enni, se sono al pub e stanno mangiando al tavolo con degli adulti, possono bere birra o sidro. Per maggiori informazioni, vi consiglio una visita a http://www.hart.gov.uk/index/environment-and-planning/licensing/licensing-faq/regulatory-licensing-faq-children.htm

In buona sostanza: i bambini posso entrare al pub, in genere prima delle 21, ma non nella Bar Area, a meno che non debbano andare al bagno e l’unico bagno disponibile sia proprio nella Bar Area. Di solito questo è segnalato da apposito cartello. Se c’è un giardino o un conservatory o una lounge, di solito i bambini sono ammessi in queste aree. Siate gentili e chiedete al vostro ingresso: se ci sono delle restrizioni, di luogo o di orario, ve le diranno più che volentieri…e siate comprensivi con i publican: la legge è davvero molto severa con loro, se sgarrano!

Alcuni consigli utili, sia che abbiate bimbi o che siate tra adulti: non esiste il servizio al tavolo, nemmeno per il cibo, che va ordinato al bancone (a meno che non siate in uno dei cosiddetti gastro-pub, votati al cibo più che alla birra) e si paga sempre in anticipo; aspettate il vostro turno al bancone (saltare la coda è un’offesa da lavare col sangue) e, nel dubbio, chiedete ai vostri vicini se è il vostro turno; arrivate preparati (quando c’è traffico al bancone, non c’è nulla di peggio dell’indeciso che guarda le spine per interminabili minuti prima di scegliere….una pint of lager!); se volete chiedere consiglio, fatelo in orari non di punta (vi faranno anche assaggiare le real ale, ma non pretendete di farlo alle nove di sera in un pub con 15 spine!). Di solito, nei pub real ale che si rispettino, c’è una lavagna in cui sono segnate le birre presenti in quel momento, con la percentuale di alcool e il prezzo per pinta (la mezza pinta costa più della metà della pinta e a giusta ragione, dico io!). Tenete conto del fatto che un uomo che ordina una mezza pinta è considerato una specie di un quaraquaquà[1] (più a nord andate, peggio è), a meno che non siate in un pub con molte spine[2] e le vogliate provare tutte!

A Cambridge ci sono molti pub real ale (per un bell’elenco con tanto di mappa e commenti, andate su http://cambridge.openguides.org/wiki/?Category_Real_Ale, ma molti sono aperti solo dalle 12 alle 14 e poi dalle 18 in poi, quindi non è sempre semplicissimo riuscire ad organizzarsi con i tempi, in caso di visite “multiple” nello stesso giorno.

C’è anche un festival CAMRA (in genere verso la fine di maggio), a cui siamo stati l’anno scorso: circa 200 tra birre e sidri, tutti quelli provati in condizioni eccellenti e…udite udite…uno spazio bimbi, nel quale gli adulti sono ammessi solo se accompagnati da un bambino!

Tra i pub consigliati dalla Good Beer Guide del CAMRA abbiamo evitato solo il St. Redegund, in King St., vietato ai bimbi perché essenzialmente costituito soltanto dalla Bar Area. E, come se non bastasse, è aperto solo dalle 17 in poi. Ne abbiamo provati anche parecchi non inclusi nella guida. Abbiamo anche scoperto che molti pub fanno anche il take away, alcuni con una specie di tetrapak (da 2 a 8 pinte!), altri in un qualsiasi contenitore, tipo quello del latte (vedi foto). Anche se non è un pub, ma un off-license, segnaliamo il Bacchanalia, 90 Mill Rd, dove ci sono sempre una o due real ale a disposizione per il take away, oltre a birre in bottiglia (e vini!) decisamente di qualità notevole.

Relax all’interno dell’Elm Tree (foto di Rosalba Gelardi)

Relax all’interno dell’Elm Tree (foto di Rosalba Gelardi)

Tra i pub visitati, ci sentiamo di consigliare di tutto cuore:

1)    Cambridge blue, 85 Gwydir Street (http://www.the-cambridgeblue.co.uk/), una decina o più pompe, spine con birre straniere (dal Belgio agli USA, per capirci) e ottimo cibo (menu bambini senza patatine fritte obbligatorie), bellissimo giardino (il pub preferito dal nostro piccoletto e anche da me, devo ammettere). Baby changing facility. Hanno spesso ale introvabili.

2)    Kingston Arms, 33 Kingston St (http://www.kingston-arms.co.uk/), bellissima atmosfera, bambini benvenuti, take away (con il vostro contenitore o anche con il tetrapak), simpatici avventori, cibo non provato (ma da quel che abbiamo visto, sembrava ottimo), giardino (in cui c’è un piccolo beer festival il primo weekend del mese), birra e menu antirecessione (una delle birre e uno dei piatti del menu vengono offerti a prezzo politico)

3)    Live and let live, 40 Mawson Rd (http://www.the-live.co.uk/), niente giardino ma bambini ammessi, apre dalle 12 alle 14 e dalle 18 in poi. Hanno sempre un real cider e fanno take away con contenitore vostro.

4)    Elm Tree, 16a Orchard Street (ma in realtà all’angolo tra Elm st e Eden st), piccolo, discretamente fornito, tavoli fuori dove i bimbi sono ammessi (dentro non abbiamo mai provato)

5)    Free press, 7 Prospect Row (poco lontano dal precedente), nei tavoli fuori bimbi ammessi, dentro…come il precedente! Siamo andati in estate, in fondo…

6)    Geldart, 1 Ainsworth Street (http://the-geldart.co.uk/), bar a sinistra vietato ai bimbi, ma lounge a destra permessa. Ottima selezione, di solito grandi nomi, ma se mi danno una Deuchars io mica mi lamento!

7)    Maypole, 20a Portugal Place, pieno centro, vicino al parco giochi di Jesus Green. Ottima selezione, ma prezzi da centro città!

8)    Mitre, 17 Bridge Street, ancora più in centro, bambini ammessi solo fino alle 18..ci siamo stati una volta sola: abbiamo bevuto molto bene, ma mi sembrava più un ristorante che un pub

Il St. Radegund (foto di Rosalba Gelardi)

Il St. Radegund (foto di Rosalba Gelardi)

9)    Green Dragon, 5 Water Street, off the beaten track. Dall’altra parte del fiume rispetto al centro, ma vicino a un parco giochi (ebbene sì, bisogna accontentare un po’ tutti!) e con un bel giardino sul fiume. Selezione birre non eccelsa (è un pub Green King), ma ben servite e ben tenute.

10) Hopbine, 11-12 Fair Street (http://www.thehopbine.co.uk/). Vicino a casa…l’abbiamo tenuto d’occhio perché stavano facendo dei lavori di ristrutturazione. Ha riaperto poco prima della nostra partenza…è una free house[3] dove i bimbi sono benvenuti (e anche gli adulti vengono bene accolti!). All’apertura avevano solo 4 pompe, ma contavano di ampliare l’offerta.

E le birre? Cosa abbiamo bevuto? Una o due pinte al giorno, niente di clamoroso, ma ce le siamo davvero godute. Vista la temperatura abbastanza mite, la scelta è spesso caduta su Golden ales e Summer ales, ma abbiamo provato un po’ di tutto. Molte conferme e molte novità.

Ecco la lista delle nostre preferite (da 4 stelle in su…massimo 5 stelle)

  • Summer Sun (Coastal Brewery, Cornwall)
  • Brewers Gold (Crouch Vale)
  • American IPA (Harviestoun)…nonostante il nome!
  • Inner City Green (Camden Town)
  • Yankee (Rooster’s)
  • Pivo Estivo (Kelburn) la MIA brewery preferita
  • Canterbury Jack (Shepherd Neame)…non me l’aspettavo così buona!
  • Midsummer Ale (Saltaire), ma non la trovo sul loro sito
  • Silver King (Ossett)
  • Gold (Ossett)
  • Landlord (Timothy Taylor), una certezza
  • Bitter & Twisted (Harviestoun), un’altra certezza
  • Un-obtainable perfection (Moonshine)
  • Trashy blond (Brewdog), un dry hopping da urlo
  • Summer Breeze (Crouch Vale)

Ci torneremo? Speriamo…

Monica Dapiaggi


[1] « Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà… Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini… E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi…E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito… E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre… Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo…  »

(don Mariano Arena al capitano Bellodi, “Il giorno della civetta”, Leonardo Sciascia

[2] La differenza tra un uomo e un quaraquaquà dipende dalla latitudine…in un pub londinese può essere accettabile bersi 3-4 mezze pinte, ma se andate a Glasgow non saranno meno di 10-12!

[3] una free house è un pub non legato a nessuna birreria, che compra e vende birre di sua scelta. Una tied house è invece legata a una particolare birreria e vende quasi esclusivamente le sue birre (come ad esempio i pub Green King), con in genere una o due guest ales . Invece per pub chain si intende una vera e propria catena di pub, tutti simili uno all’altro (tipo i Weatherspoon, per intenderci).

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