Intervista all’FHL, la Nuova Rivoluzione Francese

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04/04/2013 di movimentobirra

Il gruppo dei birrai FHL a Bruxelles - settembre 2011

Il gruppo dei birrai FHL a Bruxelles – settembre 2011

Ogni volta che mi si chiedeva cosa pensassi della birra francese, la mia risposta immediata era sempre la stessa:  la birra francese non esiste in quanto non bisogna mai considerare i confini dettati  dalla geografia politica ma le diverse aree caratterizzate spesso dalla vicinanza con altri paesi.

Infatti le birre alsaziane, per la stragrande maggioranza lager chiare, risentono dell’influenza della confinante Germania;  le bretoni, seppur in misura minore, a volte presentano legami con le consorelle britanniche mentre quelle del Nord-Pas de Calais vantano affinità molto evidenti con le più celebrate birre belghe con l’eccezione che come si sa conferma la regola, delle Bière de Garde, oggi purtroppo in declino, che hanno un’identità più originale.

Ma oggi, alla stessa domanda, per fortuna non rispondo più così in quanto, come ho testimoniato nei precedenti articolo dedicati alla Spagna e alla Svizzera, anche Oltralpe qualcosa “ça bouge” cioè si muove!

Il merito maggiore va al vivacissimo e rivoluzionario gruppo di giovani birrai francesi riunitosi sotto il geniale nome di “Front Hexagonal de Libiération (FHL)” che lanciarono la sfida nel marzo 2011 sotto le possenti ali dello svizzero Laurent Mousson, leader del fronte elvetico e grande amico del nostro movimento, che trovò terreno fertile e pronto alla semina in Gwenaël Samotyj (altro nostro “vecchio” amico, già giudice a Piozzo nel concorso per homebrewers) e in altri coraggiosi ed appassionati pionieri come Benoît Ritzenthaler, Régis Barth, Xavier Clerget, e Jacek Korczak.

Un sottobicchiere... personalizzato da Marjorie stessa!

Un sottobicchiere… personalizzato da Marjorie stessa!

Per ultima ho lasciato la spumeggiante e disinibita birraia Marjorie Jacobi, vero e proprio “sex symbol” del Fronte  che, oltre ad aggredirmi per aver criticato la scarsa attenuazione di una sua prima cotta, ha dimostrato straordinarie  doti di comunicazione, colpendo nel segno, posando nuda per i suoi sottobicchieri.

Durante la seconda edizione della crociera “Un Mare di Birra”, gli appassionati italiani hanno avuto l’occasione di conoscere personalmente alcuni di loro e di seguire la degustazione da me condotta di nuove birre francesi. Gli appassionati belgi invece li hanno scoperti nel settembre 2011 a Bruxelles  in una rivelatrice rassegna ideata da Jean Hummler e Andy Mengal, i due lungimiranti titolari dello straordinario locale “Moeder Lambic”.

Ripongo molta fiducia in questi ragazzi, così come per i colleghi  spagnoli e svizzeri , vedo in loro gli stessi fermenti che animarono  il nostro movimento a metà anni Novanta con la grossa differenza che loro trovano un contesto  più agevole  e un panorama internazionale altamente ricettivo. D’altronde è giusto che i più giovani godano dei privilegi che i più anziani hanno saputo conquistare.

Oltre a segnalarvi il sito http://marjorie.jacobi.free.fr/phpboost/news/news.php  dal quale trarre molte informazioni e scaricare il manifesto, per farvi conoscere più approfonditamente questa nuova ed esaltante realtà, ho intervistato, tramite l’amico Laurent Mousson, i vertici del Fronte.  Vive le FHL!

 

INTERVISTA

Degustazione di birre francesi in crociera

Degustazione di birre francesi in crociera

KUASKA Qual era la scena birraria nel tuo paese prima della Renaissance della birra artigianale?

FHL C’erano principalmente solo lager chiare. Nel Nord, l’interesse per le bière de garde si è inaspettatamente riacceso nel 1979, quando la comunità degli studenti di Lille prese in simpatia la Jenlain, cambiando le sorti di una tradizione destinata a morire. Gli anni 80 videro l’emergere di birre speciali artificiosamente dolci come L’Adelscott, che aprì la strada ad altri “disastri” internazionali come la Desperados (birra aromatizzata alla tequila e lime)

KUASKA Com’è cominciata? Come si è sviluppata?

É difficile stabilire un punto d’inizio. La nascita in Bretagna dei birrifici Coreff e Lancelot, a metà degli anni 80, è stato un momento decisivo per quanto riguarda i microbirrifici in Francia.Si sviluppò una scena della birra artigianale, i birrifici producevano l’imprescindibile trio “blanche, bionda, ambrata”, ovvero birre dolci e poco luppolate di ispirazione belga, alcune con gravi problemi qualitativi. Un altro punto di svolta si è avuto una decina d’anni dopo, quando Daniel Thiriez iniziò a produrre nel 1996 e fu uno dei primi a spostarsi nel territorio delle birre amare e luppolate.E noi, sette birrifici, abbiamo creato il “Front Hexagonal de Libièration” (FHL) (Fronte Esagonale di Libirrazione) a fine 2010, nato principalmente dalla frustrazione per l’autocompiacimento e l’incapacità del mondo birrario francese di smettere di fissare il proprio ombelico e di evolversi.

KUASKA Quali sono gli stili più popolari? Solo quelli di ispirazione americana oppure è nato uno stile di birre “made in France”?

Se guardi il capitolo sulla Francia su l”Oxford Companion to Beer”, puoi vedere che parla solo di bière de garde e bière de mars. Solo che non coglie il punto cruciale: bière de garde è un concetto molto vasto che riguarda sia un denominazione di origine sia un’ampia famiglia di birre, e bière de mars, tranne poche eccezioni, è solamente una trovata commerciale. Oltre questo ci sono le blanche, le blonde e le ambrèe, roba dolciastra di influenza belga. C’è anche un trend per birre “locali”, anche se molte di queste sono prodotte da altre parti, perfino all’estero..Negli ultimi 2 o 3 anni c’è stato un fiorire di IPA, anzi “bière a l’hippa”, come se IPA fosse un ingrediente speciale: i birrai hanno seguito la moda, usando il termine senza avere un’idea di cosa stessero facendo. Noi del FHL produciamo alcune birre che potrebbero essere chiamate IPA, ma non necessariamente usiamo quel termine, o non necessariamente produciamo le nostre IPA rispettando il colore o lo stile. Il birrificio Agrivoise, per esempio, produce una ACPA, “Anti-Colonialism Pale Ale”, in quanto non vogliono glorificare il dominio inglese sull’India. A parte questo, tutti noi produciamo un’ampia gamma di birre, con diverse influenze, ma includendo sempre un tocco di originalità invece di copiare passivamente i belgi, gli inglesi e gli americani. Senza dimenticare le nuove denominazioni semi-serie come la birra “Veronique Lucienne” di Le Paradis, chiamata californian lager, che hanno già confuso diverse persone.

KUASKA Quali sono i birrifici migliori e le loro migliori birre?

Essendo un gruppo di produttori, non siamo nella posizione di poter giudicare. Diciamo che ci sono persone che rispettiamo per i loro prodotti e per il modo in cui lavorano. Degni di nota sono: Daniel Thiriez, la Brasserie du Pays Flamand e la Brasserie du Mont Salève.

KUASKA In che modo la vostra associazione supporta i consumatori?

L’FHL è un’associazione di produttori e preferiamo non mischiare le due cose, anche se nel nostro manifesto (disponibile sul sito http://www.libieration.org) ci sono molti elementi di interesse anche per i consumatori. I consumatori di birra francese dovranno svegliarsi e organizzarsi, ma non è questo il nostro obiettivo.

La lista delle birre FHL al Moeder Lambic

La lista delle birre FHL al Moeder Lambic

KUASKA I consumatori mostrano un interesse nell’abbinamento birra-cibo?

In linea di principio si. Ma molte persone – inclusi alcuni prominenti “esperti”- sono ancora incapaci di distinguere i tipi di birra oltre i compartimenti stagni di birra bianca-bionda-ambrata-bruna. É difficile ottenere dei risultati, perché non puoi certo abbinare lo stesso piatto ad una pils, una tripel o una golden ale, nonostante siano tutte delle “bionde”.E l’amaro, benché sia uno dei punti cardine di un abbinamento, è ancora un tabù, con molte persone che credono ancora che non piaccia al pubblico francese.

KUASKA La tua opinione personale sul prossimo futuro birrario francese

Si sta muovendo, e il trend generale è positivo, ma la strada è ancora lunga. Il pericolo del cinismo, dell’autocompiacimento, del recupero delle multinazionali e di uomini d’affari opportunisti è sempre alto.

Santé!

Traduzione dell’intervista di Luca Conforti

Lorenzo Dabove in arte Kuaska

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