Facciamo un viaggio turistico-birrario nella vecchia città di Anversa (terza parte)

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02/04/2013 di movimentobirra

Cattedrale di Anversa

Cattedrale di Anversa

Nuovamente fuori, attraversate Hoogstraat e vi ritroverete nella Reyndersstraat. Alla vostra destra, dopo pochi metri, c’è un vicolo che porta ovviamente in un cortile e, alla sinistra di questo cortile, una bella facciata di (quella che era) la Jordaenshuis, un tempo l’abitazione di un altro pittore barocco, Jacob Jordaens. Uscite nuovamente, seguite ancora per un breve tratto la Reyndersstraat finchè non vedete una piccola strada pedonale alla vostra sinistra. Date un’occhiata: nell’angolo sinistro c’è un negozio che ha un sacco di bottiglie, nell’angolo a destra c’è un pub, chiamato Vagant, e alle vostre spalle una magnifica casa borghese del 16° secolo, conosciuta come De Groote Witte Arend, oggi pub, ristorante, sala concerti, luogo di ritrovo e altro ancora. Tutti e tre sono collegati tra loro. Tutti furono avviati dalla stessa persona, Ronald Ferket. È noto soprattutto come l’uomo che ha aperto il Vagant, il “jeneverbar” par excellence di Anversa, e quel pub è sempre stato punto di ritrovo di intellettuali per divertirsi (o ubriacarsi). Il negozio vende… jenever (gin belga), ma anche whisky, brandy, birra. Ferket scrisse il primo libro sul jenever in Belgio ed è giustamente considerato l’Esperto. Dopo il Vagant, aprì il superbo Groote Witte Arend, che ospita musica classica in un edificio con una propria cappella (ci si può dare un’occhiata), e diversi cortili sul retro (di solito non visitabili). E’ indefinitamente grande e anche se non vi fermate a bere qualcosa dategli un’occhiata comunque. Il GWA fu il primo pub di Anversa a servire la birra bianca di Hoegaarden (attenzione, parliamo dei primi anni settanta!), e uno dei primi in assoluto al di fuori di Hoegaarden/Lovanio. Ferket poi vendette il posto, ma lo ha riacquistato un paio d’anni fa. Il Vagant ha un ristorante al piano superiore per la cucina con il jenever. Il mio parere sincero: da evitare. La cucina regolare al GWA è (era) davvero buona ma il figlio di Ronald ha deciso di partire proprio qui con la cuisine à la bière, che sembra essere piuttosto elitaria. Non ho ancora avuto modo di provarla quindi non dò opinioni… Procediamo, sulla Reyndersstraat, fino al primissimo angolo a destra. Sull’altro lato della strada c’è De Herk, un altro pub non male che – come il Vagant – apre tardi – questa è la zona, capite. Comunque, la casa nell’angolo in cui vi trovate è chiamata ‘t Fornuis (il forno della cucina), ed è il più blasonato ristorante di Anversa (2 stelle Michelin, se ben ricordo). Caldamente raccomandato, se le vostre tasche lo consentono, ma prendono le prenotazioni MESI in anticipo…

Cattedrale di Anversa

Cattedrale di Anversa

Giriamo quindi a destra intorno al ristorante Fornuis nella Leeuwenstraat e seguiamo la sua piacevole tortuosità finchè non scorgiamo una piazza alla nostra destra: la Vrijdagmarkt. Letteralmente significa “mercato del venerdì” ma il nome ha un suono speciale: da tanto tempo (effettivamente) ogni venerdì c’è un’asta pubblica di beni sequestrati, confiscati, ecc.. Se dite di un anversese che è andato al Vrijdagmarkt, vuol dire che è arrivato alla fine delle sue risorse finanziarie. Ma per noi turisti il Mercato del Venerdì è molto più importante per gli edifici che ci troviamo di fronte sull’altro lato della piazza. Quello nell’angolo a destra è il Prentenkabinet, un museo di disegni, incisioni, ecc.. Ora, con grande vergogna, devo confessare che non vi sono mai entrato… diversamente, 25 metri alla sinistra c’è il Plantijn-Moretusmuseum. Insieme alla Rubenshuis, questo è tra i posti da visitare: oserei definirlo UNICO al mondo. Ospita la prima casa editrice quasi industriale al mondo, virtualmente immacolata, integra (seppur restaurata), originale, compresi i macchinari contemporanei; fu portata avanti da  Christoffel Plantijn e dai suoi discendenti (Jan Moretus era, se ben ricordo, suo genero). Da mozzare il fiato. Una piccola osservazione sulla Prentenkabinet – solo per informazione, se siete fortunati. Se proseguite su questa vi è un piccolo vicolo accanto e all’opposto, in quel vicolo  (Heilige Geeststraat), un cancello all’apparenza piuttosto grande. Dietro quel cancello non solo c’è l’ennesimo cortile ma anche l’autentica Pagaddertoren. Dategli un’occhiata se potete, non ricordo il numero esatto ma l’ingresso è piuttosto evidente.

Tornate indietro, attraversate l’ingresso del Plantijn-Moretus, in un passaggio davvero stretto e uscendone guardate alla vostra sinistra: il negozio che trovate merita un’occhiata più attenta. E’ il Cognatheek, che vende esclusivamente (ed esclusivi) cognac e Pineau des Charentes di piccoli produttori indipendenti. Caro, ovviamente. Sul lato opposto c’è un’altra strada pedonale, Korte Ridderstraat, vi consiglio di percorrerla fino a poco prima dell’incrocio più vicino. Alla vostra sinistra c’è l’ingresso per un altro di quei vicoletti secondari senza via d’uscita, con un’unica differenza: per quel che ne sappia è sempre visitabile, sempre aperto. Se vi siete persi gli altri questo è il momento giusto. Incrociate ed entrate nella Lange Ridderstraat, ma solamente per 10-15 metri scarsi, qui, alla vostra sinistra, c’è un passaggio che porta all’ingresso della più piccola delle 5 chiese principali di Anversa: la chiesa di Sint Andries. Non c’è da meravigliarsi che sia la più piccola visto che il St. Andriesquarter è storicamente il più povero dei quartieri originali di Anversa, ma è comunque una chiesa bellissima. Infatti il mio matrimonio è stato celebrato qui.

Il Paters' Vaetje

Il Paters’ Vaetje

Uscite dalla chiesa alla vostra destra nella Augustijnenstraat, girate a sinistra nella  Nationalestraat, e poi dritti fino alla Groenplaats nel frattempo attorno a voi scoprirete un sacco di negozi che vendono abiti esclusivi, così come il museo della moda – questa è la zona che ha portato Anversa sulla mappa internazionale della moda. Ahimè non è il mio forte).  Sulla Groenplaats, due cose attireranno la vostra attenzione. Di certo l’impareggiabile cattedrale gotica e, al centro della piazza la statua: Pieter-Pauwel Rubens, ancora lui. Comunque, gli anversesi hanno un modo di dire: “è caduto come Rubens“, intendendo la statua non la persona. Quando cercarono di erigere questa statua furono capaci di farla cascare per ben 2 volte prima che potesse finalmente mantenersi sul proprio piedistallo. Non importa, entriamo nella cattedrale. L’entrata è in realtà più avanti, sul retro, su una piazza molto più piccola. La raggiungete camminando intorno alla chiesa mantenendo la vostra destra. Attenzione, i pub tutt’intorno sono da dimenticare. Gli odori però sono più difficili da ignorare. Un ulteriore avvertimento, la maggior parte di essi vende spuntini internazionali per nulla interessanti, sebbene alcuni siano decisamente migliori di altri. La piazza che trovate è nota come Handschoenmarkt, e oltre all’ingresso della chiesa con la guglia di 123 m (terza al mondo, superata da Colonia e Ulma, eguagliata da Salisbury, ma non da  Bruges), potete trovare un bel pozzo in ferro battuto attribuito a Quentin Matsys, un altro famoso pittore (precedente) e artigiano di Anversa. C’è anche il Paters’ Vaetje, un pub che vince facilmente la palma come il più interessante nei dintorni della cattedrale.

La cattedrale di Onze-Lieve-Vrouwen – ebbene, è stato pubblicato abbastanza su di essa. Due opere principali di Rubens (le più famose), due organi, diverse cappelle laterali con interessanti affreschi e dipinti, ecc. Questa la lascio alle guide ufficiali.

Uscite nuovamente sulla Handschoenmarkt e girate a destra giusto prima del pozzo, nella strada acciottolata salendo fino al Grote Markt (perché mai dovrebbe essere più difficile da capire per gli anglofoni rispetto a Grand Place non lo capisco, comunque…). L’intera piazza centrale, (triangolare, così come Handschoenmark, e ogni antico mercato germanico), è una veduta mozzafiato di  magioni borghesi risalenti all’età dell’oro di Anversa, tra le quali la statua d’oro a forma di pinnacolo colpisce l’occhio in particolar modo. Certo, sono tutte rese nane dall’imponente palazzo municipale, lo Stadhuis, conosciuto localmente come ‘t Schoên Verdiep, una sarcastica traduzione dal francese Belle-Etage. Ha la particolarità di essere il primo municipio di stile Rinascimentale costruito ovunque a nord delle Alpi. Strano, visto che la parte centrale è già sospettosamente baroccheggiante. Per una volta non è colpa di Rubens ma di Cornelis De Vriendt. Come se la suggestiva facciata non fosse già abbastanza, sono soliti adornarla con centinaia di bandiere da tutto il globo – com’è colorato il mondo.

Quanto ad attenzione l’unica cosa a rivaleggiare con il municipio, in questo punto, è la torreggiante statua di Brabo. OK, c’è bisogno di qualche spiegazione. Leggenda vuole che, in questa zona dello Steen, un gigante di nome Antigoon dominava la Schelda in tempi remoti. Egli esigeva un crudele pedaggio dalle barche in transito. Fu poi sfidato e sconfitto da un centurione romano, conosciuto con il nome di Brabo. La sttua rappresenta un Brabo completamente nudo in procinto di gettare la mano della vittima nel fiume – da qui la leggendaria spiegazione del nome “Antwerpen” (Anversa ndt) come hand-werpen  (= lanciare una mano). La realtà lo spiega in modo differente, ma è una bella storia.

In ogni guida di Anversa, e in ogni beerguide, troverete il pub Den Engel, che è giusto accanto al municipio, citato probabilmente come il più tipico café che si possa trovare in tutta Anversa. Mi si consenta di dissentire. E’ senza dubbio molto originale, molto ‘Anversese’, e si vanta di bollekes perfetti, così come del fatto che ogni anversese sia stato qui almeno una volta nella propria vita, e probabilmente è vero.

Il mio problema con questo posto è che tutti vogliono venire qui a vederlo e che di giorno è stracolmo di colleagues politicamente importanti della Stadhuis. E a ogni ora del giorno, che sia pieno oppure no, il pub è saturo di fumo di sigaretta, così denso da poter essere tagliato (*). Che decidiate di entrarvi o meno fatelo dipendere dall’umore e dalla sete. Proseguiamo, in senso antiorario intorno al municipio, dando un’occhiata nella Braderijstraat. Un tempo un ristorante-trattoria era ospitato lì in un’edificio incredibilmente bello, conosciuto come In St. Jacob in Galicië. Girate ancora a sinistra, vi troverete nella Gildekamerstraat. A metà di questa strada c’era l’ex ingresso del Volkskunde Museum, poi museo Etnografico. Per ragioni a me sconosciute, hanno spostato il museo in qualche posto a sud, e ne ho persi i contatti. Alle spalle di questo (ex) museo, potete individuare l’edificio in Kaasstraat, che nel 17° secolo doveva essere l’equivalente dei (nostri) grattacieli.

De Groote Witte Arend

De Groote Witte Arend

Sull’ultimo lato (quello a sud) del Municipio, troverete la statua del Buildrager ad opera di Constantin Meunier (secondo solo a Auguste Rodin) rappresentante un lavoratore del porto dell’epoca. Continuate a sinistra, allontanandovi dal fiume, fino alla Oude Koornmarkt. Seppur non ne avete, gli odori vi metteranno fame, ma vi consiglio di attendere ancora un po’. Questa strada, che diventa sempre più stretta man mano che vi allontanate dal fiume, ospita alcuni edifici spettacolari, compreso uno dei più antichi, De Cluyse, riprodotto anche al museo nazionale all’aperto di Bokrijk, e che fino ad un paio di anni fa ospitava un beer-bar sotterraneo. Non so perchè ma il bar non c’è più, rimpiazzato da un sushi bar – l’ennesimo… Non siate ansiosi – prima di raggiungerlo c’è ancora dell’altro. Siete mai stati in uno snackbar, dove servono piatti di Haute Cuisine? Ebbene, provate Popoff, con una vetrata di aspetto molto moderno (sebbene sia in realtà un’ex macelleria), e vedete se è per le vostre tasche. Popoff crea un angolo, con un’entrata: qui comincia il Vlaeykensgang, una delle perle meno note di Anversa: un corridoio (un tempo considerate strada!) attraverso un ammasso di autentiche vecchie case. Quella che vi trovate di fronte, appena entrati, ospita il ristorante Sir Anthony Van Dyck. Il primo ristorante in città con una stella Michelin, ha volontariamente abbassato le proprie aspirazioni, ma offre ancora alta cucina a prezzi imbattibili. Raccomandato! Vlaeyenkensgang deve aver avuto diversi lampioni nel corso della storia, ma la maggior parte sono stati eliminati, o trasformati in Diosacosa. E questo stava per diventare il destino anche del Vlaeykensgang, che stava per essere trasformato in… parcheggio!! Ma fu salvato grazie agli sforzi di un antiquario, Alex Vervoordt, che lo trasformò in luogo espositivo per i propri oggetti, e per Anversa. Non crediate sia stato mai ringraziato per questo.

Vlaeykensgang fa troppe svolte per essere descritto, vi consiglio di continuare a girare a sinistra, uscite così sulla Pelgrimstraat (se vi ritrovate invece nella Hoogstraat, tornate indietro). Di fronte, leggermente a destra, c’è ancora uno di quegli scandali che ogni persona normale non crederebbe possibile. Nel bel mezzo di una serie di splendide vecchie case, c’è l’insignificante facciata restaurata, che vorrebbe essere moderna, in verde vasca da bagno, a gridare il proprio squallore rispetto al posto in cui é. Chiudete gli occhi, e cercate il pub due case a destra. Il Pelgrom , di per sè un posto piccolo, ha una cantina al piano di sotto, che sfida ogni immaginazione – per lo meno, se non ci siete abituati, visto che tutte le case della parte vecchia di Anversa hanno la doppia cantina, di cui il livello più basso era in parte la fogna (aperta) dell’epoca; molto recentemente sono state completamente restaurate, ripulite e aperte al pubblico. Il Pelgrom è stato uno dei primi beer-bar (dopo il Vagant e il Kulminator) ma oggi non è altro che una triste trappola per turisti. Comunque, date un’occhiata alle cantine (al plurale), e decidete che non vi piace cosa hanno da offrire (oppure se vi piace…). Avanti sulla sinistra, prima di raggiungere nuovamente il Vagant, c’è il Tapasbar – un altro di quelli veri. Di sera si suona flamenco, compreso il cante jondo.

Tornate sui vostri passi fino alla Pelgrimsstraat, girate a destra ancora nella Oude Koornmarkt, fino alla fine (ci sono un sacco di ristoranti, comunque), girate nella Drukkerijstraat. Questa si incrocia con non meno di 6 strade. Scegliete quella esattamente di fronte a voi, chiamata Kammenstraat, fino a un paio di decenni fa la stradasempreiperattiva punk-newwave-gothic- di Anversa. A metà strada trovate la facciata di una chiesa (un tempo St. Augustinus), oggi un centro di musica antica. Buttateci un’occhio. Esattamente alla sua sinistra, il ristorante da Mario compete per il miglior cibo italiano. Ma fermi, non andate ancora così lontano ma girate, proprio prima di Mario, nella Everdijstraat. Cercate di non guardare l’enorme alveare dietro la chiesa. Non solo è un tremendo pugno nell’occhio, ma ospita anche un terribile tipo di insetti, noti come flikken (ndt. poliziotti).

Everdijstraat, per quasi l’intera lunghezza, è antica e bellissima sul lato sinistro e brutta sull’altro. Arrivate sulla Korte Gasthuisstraat. E’ il momento di fare delle scelte. Siete assetati – o affamati? In quest’ultimo caso, e se preferite  comprare qualcosa piuttosto che mangiare al ristorante, girate a sinistra. Immediatamente a destra c’è la pasticceria più leggendaria di Anversa. Anche la più piccola, ma con ottimi prodotti. Continuate, e arriverete a una piccola piazza, conosciuta come Wilde Zee. Sì, è esatto; Wild Sea! Cosa ci sia di così selvaggio non lo so, ma i migliori biscotti e gingerbread vanno presi al Philips’ Biscuits, il miglior pesce al Van Bladel, la cioccolata migliore al Burie, il miglior tè al Tea Collection (Wijngaardstraat). E il miglior takeaway a nord delle Alpi si trova a meno di 100 m di distanza nella Wiegstraat, al Pastaiolo.

Il Kulminator

Il Kulminator

ORA avete sete, e tornate sui vostri passi sulla Korte Gasthuisstraat, fino a raggiungere il punto in cui l’avete presa (o avete già girato a sinistra se eravate già assetati allora), continuate, e seguite i binari del tram, che vi vengono incontro per un breve tratto. Sul lato opposto di questa strada , la Lange Gasthuisstraat, c’è comunque un’altra sosta: il Mayer van den Berghmuseum. Piuttosto che Rubens, qui troviamo Pieter Brueghel den Ouden, e contemporanei. Favoloso, così come lo sono la Maagdenhuis, e l’ospedale con  la cappella e il centro Elzenveld, un po’ più avanti. Il resto dell’ospedale è circondato dal Kruidtuin di Anversa, (un’enorme giardino botanico) tranquillo in mezzo al frastuono della città. Ma…   proprio prima dell’ospedale, vi arrestate. Girate a destra sul Boogkeers, e immediatamente ancora a destra nel Vleminckveld. Sulla sinistra, dopo 60 metri, c’è il candidato di Anversa per il migliore beer-bar al mondo, il Kulminator. Prende il nome da una forte birra tedesca  che Dirk, il proprietario, era solito importare, ed ha trovato il proprio posto nei cuori di tutti gli amanti della birra del mondo. E, per di più, dal 01/01/2010 è totalmente per non fumatori. (*) OK, vi lascio per un paio d’ore…giorni, notti???

Kulminator a parte…

Per gli irriducibili beerlovers, girate a destra per andare a raggiungere Maarschalk Gerardstraat, Terninckstraat, Vrijheidsstraat, Karel Rogierstraat, andate oltre (o visitate?) il Museum voor Schone Kunsten (Belle Arti), e proseguendo nell’angolo diagonalmente opposto, prendete la Verschansingsstraat, poi a sinistra sul Vlaamse Kaai troverete il ‘t Pakhuis, tristemente l’unico brewpub di Anversa. Il cibo è OK, la birra… diciamo che è variabile. Per trovarlo dovete guardare attentamente, poichè è nascosto in un vecchio magazzino, dietro un portone d’ingresso. Questo enorme spazio aperto, sulla Vlaamse, e nella parte opposta, il Waalse Kaai, offrono anche una buona scelta di ristoranti decenti.
O, dal Kulminator, mantenete ancora la sinistra, e attraversando St. Jorisstraat, andate in Mechelse Steenweg (dopo aver attraversato nuovamente la Leien), per un paio di chilometri, proprio alla fine della vecchia Anversa, per arrivare al birrificio principale, De Koninck.

Non pensate nemmeno per un secondo che vi abbia dato più di un graffio in superficie. Mi ci sono voluti 50 anni, e sto ancora imparando. E, se proprio volete far impazzire l’ufficio informazioni per i turisti, (su Grote Markt), insistete nel voler visitare la Burgundian Chapel (Lange Nieuwstraat), visto che è l’unico ricordo dell’antica Anversa. Esiste, esiste, anche se cercheranno di negarlo…

(*) Ora in Belgio il fumo è vietato in tutti i locali.

Joris Pattyn

Traduzione di Davide Santarsiere

(foto di Rosalba Gelardi)

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