Facciamo un viaggio turistico-birrario nella vecchia città di Anversa (seconda parte)

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26/03/2013 di movimentobirra

Il Castello (Steen) di Anversa, a sin. la statua del Lange Wapper

Il Castello (Steen) di Anversa, a sin. la statua del Lange Wapper

Potreste tornare indietro sulla Falconplein fino alla fine, girare a sinistra sulla Falconrui, e andare all’Hessenhuis – un magazzino del sedicesimo secolo per il porto di allora e per i mercanti dell’Hansa – oggi un centro culturale. O potete spingervi ancora più a nord, raggiungere la  St. Aldegondiskaai, attraversare il ponte per “‘t Eilandje” – la piccola isola. Questa, un tempo l’area più malandata di Anversa, è ora territorio yuppie. Ma ho la netta sensazione che non durerà molto. Servirebbe un vero porto ma sarà difficile. Non mi piace ‘t Eilandje, devo ammetterlo.

Per gli inarrestabili ricercatori di angoletti nascosti, da Hessenhuis  tornate indietro e dirigetevi nella strada opposta (Hassenbrug), poi girate a sinistra sulla Paardenmarkt. Proseguite su questa fino alla Rodestraat (la terza a destra). Quasi alla fine troverete un vicolo cieco alla vostra sinistra. Proprio alla fine c’è un ingresso con gli orari di apertura. Oltre quel cancello troverete il beghinaggio di Anversa. Per sapere cosa sia ci servirebbe una ricerca più meticolosa rispetto a quella che potrei fornirvi qui. Poi, se è ora di cena, concedetevi un piacere, andate nella piazza di fonte, Ossenmarkt, e troverete Yamaya Santatsu, il primo e più autentico ristorante di sushi/sashimi di Anversa.

Oh no, eravate già stanchi sulla Falconplein, e assetati. In quel caso avete seguito la Adriaan Brouwersstraat fino alla fine della banchina sul fiume, lo Schede. Se vi va potete dare un’occhiata al fiume (da qui l’ansa è rivolta a ovest, così che è molto visibile l’inizio del porto internazionale), ma ci saranno migliori opportunità in seguito quindi vi consiglio di continuare a camminare fino a  raggiungere “Koolkaai” alla vostra sinistra, per tornare nuovamente in centro. Questa strada è diventata famosa negli ultimi 2 anni per una serie tv ambientata qui in un pub immaginario, nel periodo della seconda Guerra mondiale. Simile a Eastenders, ma meno lungo è più umoristico. Poco prima di Koolkaai avete oltrepassato un bar yuppie chiamato Docks‘. A meno che non desideriate ostriche e Champagne, non entrateci, qualsiasi cosa ne abbiate sentito al riguardo. E oserei dire che le stesse ostriche e Champagne si possono trovare a meno altrove. Alla fine della Koolkaai  date un’occhiata all’edificio nell’angolo nord. E’ stato restaurato con un sacco di aiuti dal servizio archeologico cittadino e ne sono scompostamente orgogliosi. A me, comunque, dà più l’idea di una “reinterpretazione”, aldilà di tutto il suo valore storico. Non proseguite oltre, girate immediatamente a destra nella Gorterstraat, mentre passate alla vostra sinistra, Mie Katoen. Un tempo anche questo era un beerbar, utilizzato da una delle prime e più colorite figure della birra artigianale di Anversa, Louis Verhaeghen. Come molte delle sue iniziative, fallì poco dopo. Temo che di interessante sulla birra non resti poi molto, ma il cortile è invitante e l’edificio in sé per sé – bene, è completamente fuori luogo; nel bel mezzo della città vecchia, è un fienile, un’enorme stalla di 1, 2, 3 secoli fa, ed è tuttavia autentico. Fantastico.

Al primo angolo girate a sinistra, andando direttamente all’entrata laterale di St. Pauluskerk, sulla Veemarkt (questa è una piazza per voi), girate a destra poi a sinistra attorno alla chiesa, e andate sulla Zwartzusterstraat. Il nome fa riferimento alle “Sorelle Nere” ( i loro abiti, non le loro anime) che hanno il loro magnifico convento qui (sul lato sinistro). Bellissimo, ma non potete entrarci, ci sono stato una sola volta, con l’allora prima guida ufficiale della città, qualcosa come 30 anni fa. Dopo di che, nada. Non arrivate proprio fino alla fine, girate in Stoelstraat, sul lato opposto al convento. Se vedete dei fiori a terra nei pressi di una casa  sulla Zwartzusterstraat, non rimanetene perplessi. Questo posto è stato il triste teatro di un omicidio, un paio di anni fa, compiuto per motivi razziali da un giovane squilibrato. Una vera tragedia, ancor più dato che è stato poi sfruttata a morte dalla sinistra perbenista e sostenuta dall’opinione pubblica benpensante per i propri comodi. Ebbene, questa è la vita moderna.

Andate nella Stoelstraat, alla vostra destra, nella sua gentile ansa vedrete quella si pensava essere l’unica facciata medievale di legno rimasta ad Anversa. Proprio quando divenne famosa, e fu restaurata, lo stesso uomo che ho già menzionato scoprì due facciate di legno attigue, frontoni del retro, dovrei dire – nascoste in qualche posto (ma devo ammettere di non saperne nulla). Comunque è una vista speciale, anche se la sua (restaurata) freschezza le dona una leggera sensazione di… chalet svizzero, a mio parere.

Oltrepassate la casa e la strada finisce a T sulla Zirkstraat. Virtualmente avete di fronte a voi una vera istituzione di Anversa: il negozio spagnolo. E anche l’ esempio della prima di due cose tipiche di Anversa, i cortili. Un tempo, oltre alle strade normali e  più strette, la vecchia Anversa era crivellata da piccole stradine, vicoli ciechi, ecc. Ce ne sono diverse, e in effetti, se avete fatto il tour seguendo quanto scritto finora, ne avete passate alcune. Ahimé la maggior parte sono proprietà privata al giorno d’oggi e, per ragioni di sicurezza, tenute chiuse. Una perdita, per tutti quelli genuinamente interessati alla città vecchia. Questa, al contrario, è chiusa solo da una recinzione permettendovi di dare un’occhiata all’interno. La seconda cosa tipica è… il carattere spagnolo. Potete credermi, poiché in quanto fiamminga del Brabante, è una città spagnola. Nonostante i terribili misfatti (omicidi di massa, saccheggi, incendi, persecuzioni) perpetuati dagli spagnoli (nel diciassettesimo secolo) i modi sofisticati dei conquistatori spagnoli affascinarono i timidi esuberanti abitanti di Anversa, da qui il nomignolo “Sinjoren” – null’altro che una storpiatura della parola “señores“…! Il negozio spagnolo è qui da che ne ho memoria, e ogni vero anversese lo conosce, la maggior parte vi ha persino comprato qualcosa, un giorno.

click to enlargeCon la faccia rivolta verso il negozio spagnolo, girate a destra, e alla volta successiva a sinistra. La casa restaurata nell’angolo era quella della famosa guida della città di cui ho parlato in precedenza. Ora siete in Hofstraat. Alla vostra destra ci sono degli spazi aperti e un vecchio pub rimesso a nuovo. Questo (non il pub) è un’ altro dei pochi posti dove potete vedere che in effetti c’è ancora qualcosa di rilevante in città. Alla vostra sinistra, invece, al n° 15 – se capitate lì in orario di lavoro (il posto è il centro educativo della città), trovate un altro spettacolare cortile – ma con un extra, una torre sull’edificio chiamata, non proprio correttamente, Pagaddertoren. Queste torri sono altrettanto tipiche di Anversa quanto i cortili –  ma molto meno in vista. Storicamente venivano costruite dai ricchi mercanti nell’età d’oro di Anversa, per avere una vista sul fiume e poter controllare il ritorno delle proprie navi. Il nome comunque, si riferisce a una torre in particolare che ospitava il pagador, l’esattore delle tasse spagnolo, al quale si doveva pagare… Proseguite, e girate a destra nella Oude Beurs. Sull’altro lato della strada c’era (c’è?, non sono sicuro ci sia ancora) uno dei migliori ristoranti italiani di Anversa (La Terrazza), e in effetti, se foste andati avanti invece di tornare indietro, c’è il ristorante giapponese che serve il miglior teriyaki, ma i loro classici sushi ecc. lasciano a desiderare. Se cercate uno spuntino salutare, due edifici più avanti su Oude Beurs e poi all’angolo, c’è Sjalot & Schanul, un ristorante vegetariano messo su da una simpatica coppia di ragazze che erano le mie dirimpettaie.

Continuate fino alla svolta successiva e in diagonale alla vostra destra c’è una delle vere perle di Anversa: il Vleeshuis (la Corporazione dei Macellai). E’ una meraviglia dello specksteen del Brabante, mattoni e sabbia, e stiamo parlando del tredicesimo secolo, ora! Ha un certo numero di collezioni da museo oggi, inclusa una sezione sugli strumenti musicali. Se ne avete il tempo…

Avendo la Vleeshuis di fronte, fiancheggiate l’edificio alla vostra destra, e scendete gli scalini. Vi trovate sulla Repenstraat e voglio portare la vostra attenzione su una piccolo porta alla vostra sinistra, in un assolutamente modesto, anzi brutto, muro di cemento.

Solamente l’insegna vicino alla porta potrebbe darvi l’idea che dietro di essa si nasconde molto di più. Questa è la Poesje, senza dubbio uno dei più antichi teatrini di marionette al mondo. I burattini, utilizzati tutt’oggi e riparati milioni di volte, sono davvero antichi, e così anche le rappresentazioni. Peccato non si possa visitare, è aperto solo quando ci sono le rappresentazioni e, tradizionalmente, queste si tengono solamente SU COMMISSIONE.

La loro programmazione, mi hanno detto, è riservata per almeno un anno…Attenti, anche conoscendo un po’ di olandese imparato dai vostri viaggi, assistervi sarebbe comunque una strana esperienza poiché capireste solo una parola su tre, per non parlare dei giochi di parole, doppisensi sporchi e politici… il tutto parlato nel peggiore, più popolare dialetto di Anversa. La gente che non capisce rimane sconcertata, poiché noi anversesi restiamo a fatica seduti sulle poltrone – vorremmo rotolarci sul pavimento dalle risate (lo so perchè ho avuto modo di assistere a una rappresentazione una volta – l’esperienza di una vita).

Alle spalle della Vleeshuis noterete un piccolo arco. Questo vi da un’idea del livello che aveva Anversa in passato, da allora si è alzato notevolmente. Non ricordo bene dove (a destra o a sinistra) ma noterete con facilità un pezzo di muro, fatto con blocchi davvero enormi, e molto irregolare. E’ la sola parte rimasta delle antiche mura di Anversa e di fronte a voi, sebbene gli edifici siano molto più nuovi, c’è la vera parte più antica della città. Quel che vedete ora comunque sono edifici dei primi del 900, uno dei quali ospita un ristorante tailandese davvero fantastico (Sombat). Andate oltre, vi troverete ancora sul molo. Alla vostra sinistra, sull’altro lato della strada, c’è lo Steen. Una piccola parte del muro è autentica, il resto è stato completamente ricostruito. Alla destra dello Steen vedete di fronte il muro di protezione per l’acqua per le tempeste da nordovest quando ci sono le maree – alle spalle ci sono le rimesse protette del 19° secolo e al di sopra il Noorderterras, un camminatoio lungo la banchina del fiume. E’ una buona idea darvi un’occhiata, ma io vi consiglio di prendere quello per i pedoni, il Zuiderterras (non credo sia necessaria la traduzione). Sebbene ricostruito, lo Steen merita sicuramente una visita. Andate sul muro di protezione (attenti ai ciclisti!) e girate a sinistra attorno al castello per raggiungere la ripida rampa che conduce all’arco. Alla vostra sinistra c’è la statua di Lange Wapper, il vizioso personaggio di fantasia di molte vecchie leggende anversesi, che giocava simpatici scherzetti sadici ai propri concittadini (le due piccole figure ai suoi piedi sono due ubriachi accorsi al rumore di un bimbo piangere…). Salite sulla rampa e fermatevi giusto un attimo prima di entrare per guardare la parte alta dell’arco: c’è una piccola statua sfocata in bassorilievo. E’ Seminis, l’immagine davvero antica di una divinità pagana della fertilità. Non è integra poiché – se ben ricordo nel diciottesimo secolo – i Gesuiti lo fecero… castrare.

click to enlargeEntrate e su un acciottolato, vi ritroverete in un luogo davvero accogliente – alla vostra destra un calvario, a sinistra un cortile del castello stesso. Se andate oltre dovrete pagare – forse ne vale la pana visto che il castello ospita un museo nautico piuttosto interessante. Ma guardatevi attorno anche fuori e cercate di immaginarvi indietro nel tempo di un paio di secoli. Per mio sgomento gli anversesi hanno votato laburista al consiglio comunale da che ne ho memoria, ma probabilmente ci sono delle ragioni: questo acciottolato è l’ultima traccia di Steenwijk, noto anche come de Burg, la più antica, un tempo più derelitta e densamente popolata area di Anversa. Al cambio di secolo (19-20°), per l’ultima volta I liberali amministrarono la città, la banchina fu raddrizzata mentre prima era una sponda zigzagante con piccolo canali, e piccolo porticcioli vi rientravano tra case sporche, piccole ma decisamente belle. Tutto perduto per sempre, in nome del “progresso”. Idioti.

Tornate sui vostri passi (a meno che non vogliate prima dare una sbirciatina sulla Noorderterras) e andate avanti fino alla Steenplein. Una bella area pedonale che dà sull’altra estremità sulla Zuiderterras. Risalite la rampa, osservate la Minerva a guardia dello Schelde, giratevi intorno di 180° e avrete la migliore vista sulla Cattedrale, poi riprendete a camminare sul terrazzo in direzione sud. Alla vostra sinistra lo Schelde è largo circa 500 m, alla vostra destra, nell’ansa lontana, 1 km. Dietro l’ansa, potete vedere i silos di cereali del porto. Esattamente sull’altro lato del fiume c’è la riva sinistra con la marina di fronte al quartiere – assolutamente di nessun interesse.

A questo punto io consiglio una tranquilla passeggiata sul terrazzo. Dato che è rialzato sulle rimesse, avete un buon panorama della città. L’estremità sud del terrazzo finisce in uno spazioso ristorante a vetrate (molto buono, caro) e un ponte perpendicolare vi porta di nuovo sul molo fino alla strada. L’edificio che vi trovate di fronte (su una piazza naturalmente) è l’entrata sulla riva destra per il tunnel pedonale sotto il fiume, aperto nel 1932.

Le scale mobili (se ancora funzionano…) sono archeologia industriale. Ma come vi ho già detto, il tunnel stesso è più interessante della sua destinazione così, invece di entrare, giriamo a sinistra al primissimo angolo, caratterizzato da un simpatico vecchio pub chiamato ‘t Zand. Ho già parlato del Molly Blooms, come dell’originale Irish pub, ma in realtà questo se lo mangia – solo che, non NASCEVA come pub irlandese (angolofono, in realtà). Ma in qualche modo ha rappresentato per anni il posto dove tutti i visitatori dalle isole, volendo trattenersi qualche giorno, venivano a finire per le informazioni. Per anni è stato l’unico posto ad Anversa dove poter trovare la Guinness (irlandese) alla spina. Poi, quando il Regno Unito e la Repubblica d’Irlanda sono entrati nell’UE e le regolamentazioni si sono affievolite, non solo si è avuto un flusso di operai migranti irlandesi (questo prima della rinascita della Tigre Celtica), ma vi fu anche un boom di Irish pubs , che durò circa un anno e mezzo. L’Ispettorato Economico Belga ha messo le cose in chiaro, CHIUNQUE lavori in Belgio ricade sotto la Copertura Sociale Belga, e deve essere pagato e tassato di conseguenza. Quindi, assorbito l’influsso degli irlandesi…e molta meno Guinness in giro. E’ ancora disponibile al ‘t Zand, così come nei falsi Irish pubs in città, come ovunque nel mondo.

OK, anche la strada alla sinistra del pub è chiamata “Zand“, seguitela per tornare indietro al molo, ma non arrivate fin lì. Infatti dopo aver attraversato una strada (molto stretta) date un’occhiata attenta alla vostra destra. La strada finisce in una piazza improvvisata, ma poco prima di arrivarvi c’è un piccolo passaggio che porta (ovviamente) ad un cortile. Poco prima di raggiungere il cortile stesso c’è una porta alla vostra destra…e ora , c’è un’apertura. Se è pieno giorno non vi perdete nulla. Ma se sono passate le 17,00 potreste volerci entrare. In effetti nei weekend si entra fino alle 3 DEL MATTINO!

Ve l’ho già detto, Anversa è una città spagnola. Questa ne è la prova migliore. Quando visitai questo pub con Tim Webb, per la (sua) prima volta, ne fu così entusiasta da dire ai suoi colleghi britannici: “troverete pub spagnoli nel Regno Unito. Ovviamente falsi come i pub “a tema” che si trovano ovunque. Questo è diverso. E’ autentico. La gente che mangia tapas, sta mangiando tapas perchè è ciò che ha sempre mangiato. I fusti sul muro, che danno il nome al pub De Negen Vaten (I Nove Barili), contengono davvero le bevande che uno spagnolo vorrebbe vedere nel proprio pub, Jerez, Tarragona, Madeira, ecc. – così come la pilsner offerta alla spina, che è quella disponibile in qualsiasi bodega spagnola. E la De Koninck, poichè hanno imparato che è più saporita.”

Se capitate al De Negen Vaten al momento giusto, siete lì per un’esperienza, un’ambiance che raramente vedrete eguagliato. Alcuni avventori sono anversesi, altri spagnoli (così come nel miglior Tapasbar di Anversa, ma non ci siamo ancora arrivati).

In effetti, questo è il genere di cose da fare in una permanenza più lunga, e scegliendo il momento giusto di conseguenza. Andiamo di nuovo fuori per il nostro tour e giriamo sulla strada dalla Zand sulla Vlasmarkt. Solo un paio di anni fa avevo adocchiato due pub interessanti. Ora non li vedo più – gloria andata. Ma, a parte la miriade di superbe case storiche, trovate un’altra cosa che dovete visitare. State di nuovo salendo e proprio prima di raggiungere l’incrocio con una strada pedonale (Hoogstraat), avete trovato un edificio completamente bianco alla vostra destra, probabilmente decorato con la croce greca in bianco su blu. Questa è la casa greca di Anversa. Non solo la facciata è bella, il retro è ancora più spettacolare. Se il tempo è clemente (e di notte, anche) questo cortile – non lo si può più chiamare cortile, è un vero e proprio giardino – e il terrazzo è il paradiso. Bevete della Retsina, mangiate della torta greca terribilmente dolce oppure sbocconcellate semplicemente del mezze, che viene servito con le bevande. Io l’ho fatto, in una notte d’estate, alle 3 di mattina passate, che ci crediate o no.

* L’Autore segnala due pub interessanti sorti di recente dopo la stesura di questo articolo: in Hoogstraat 14, ha aperto un eccellente pub, ‘t Antwaerps Bierhuiske, con ampia scelta di birre e alcune spine estremamante interessanti; in de Keyserlei 25 e’ sorto il  Bier Central, che con 300 birre e il dell’Antwerpener ABC beerclub sembra avere tutte le carte in regola

Joris Pattyn – fine seconda parte

Traduzione di Davide Santarsiere
(foto di Rosalba Gelardi)

One thought on “Facciamo un viaggio turistico-birrario nella vecchia città di Anversa (seconda parte)

  1. fabrizio baroffio ha detto:

    Adoro questa citta’…….vi ho vissuto per anni, e tornero’….

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