Facciamo un viaggio turistico-birrario nella vecchia città di Anversa (prima parte)

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19/03/2013 di movimentobirra

Il Bolleke, simbolo birrario di Anversa

Il Bolleke, simbolo birrario di Anversa

Cominciamo – per ovvie ragioni, dalla stazione di Antwerpen-Centraal. Completamente ristrutturata di recente, la parte storica rimane davvero un’edificio superbo, e non c’è posto migliore da cui osservarlo che dalla biglietteria centrale. Per dovere di cronaca, parte dei fondi utilizzati si suppone siano venuti dai rimborsi internazionali che la Cina ha dovuto pagare dopo la fine della Rivolta dei Boxer, ma ho alcuni dubbi sulla veridicità di questa leggenda metropolitana. Se venite dai binari, e trovandovi di fronte la biglietteria, l’ingresso principale si trova dietro il punto vendita dei biglietti, ma la piazza dietro di essa, Astridplein, è ancora un pugno nell’occhio, nonostante la sua recente “rimessa a nuovo”. Per vostra informazione, dall’altro lato della piazza comincia il “quartiere cinese” – per un americano un parolone per un paio di supermarkets e ristoranti cinesi e tailandesi – mentre alla vostra destra una strada senza uscita è arredata da un grosso cancello, l’entrata del famoso Zoo. Sfortunatamente, quando fu costruito, sia la stazione che lo zoo erano nel mezzo del nulla. Oggi sono stipati in una città davvero affollata…

Meglio prendere l’uscita alla vostra sinistra, che dà sulla strada principale di Anversa, la quale unisce il “nuovo centro” alla città vecchia. Chiamata De Keyserlei, un tempo era una vetrina, ma gli anni la hanno messa a dura prova, e lo trovo piuttosto triste. Ancora degno di interesse, lì alla vostra sinistra, comincia il quartiere ebreo – ad Anversa meglio noto come il quartiere dei diamanti. Anversa è ancora un centro internazionale per il mercato dei diamanti e “quartiere ebreo” non è un’esagerazione di Anversa dato che la comunità Chassidim (ebrei di stretta osservanza) di Anversa è superata solo da quella di New York, al di fuori di Israele. Oh, e nei piccoli negozi nella stazione e nei dintorni e oltre, trovi tutto l’oro e i diamanti che puoi immaginare. Attenzione, alcune strade sono tenute costantemente sotto sorveglianza da poliziotti in mitragliatrice e telecamere a circuito chuso a bizzeffe…

Il lato destro della De Keyserlei è meno interessante, a meno che non siate affamati. Nelle strade dietro i cinema, c’è un’incredibile selezione di ristoranti etnici, un po’ da ogni parte del globo. Alcuni sono a dire il vero molto buoni, altri più… nella media. C’è anche un negozio russo, Matrjoshka, dove a volte si possono trovare birre dalla Lituania, Georgia o Armenia, così come la classica Baltika di San Pietroburgo.

click to enlargeMa andiamo oltre, fino alla fine della Keyserlei, e attraversiamo la “Leien“, in realtà una sorta di circonvallazione ante litteram. Di sotto c’è la stazione della metro, e potrebbe essere interessante attraversarla, solamente per risalire attraverso la scala mobile in Leysstraat  (più una piazza in realtà che una strada) e vedere letteralmente crescere gli edifici sui due angoli della Leysstraat, che mostrano al meglio come Anversa doveva apparire all’inizio del 19° secolo, visto che sono più o meno contemporanei alla stazione, e tutto ciò che si trovava in mezzo era solamente aperta campagna. Sono fantastici, a mio parere, anche se potrebbero essere definiti kitsch.

Andate diritti, camminando su una via pedonale fino a un rialzo circolare, dove vi è Antoon van Dijck (in Inghilterra “sir Anthony van Dyck“) su un enorme piedistallo. Poi continuate, seguendo la principale strada commerciale di Anversa, chiamata Meir. Essa fa  una leggera curva, con l’ “ascella” della curva in corrispondenza dell’ultima esposizione comunale, ora un grandioso centro commerciale. Beh, grandioso… le opinioni sono contrastanti, ma devo confessare che mi ha colpito. Il secondo ingresso alla vostra sinistra è chiamato Wapper. Questa strada è piuttosto ampia, con una fontana e del verde dietro. Girate sulla Wapper e a metà strada, alla vostra sinistra, c’è la Rubenshuis.  A mio parere, se non visitate nient’altro, visitate questa. Era la casa e il laboratorio del famoso pittore barocco Pieter Pauwel Rubens, e nulla è comparabile, per avere un’idea dell’Età dell’Oro di Anversa, il 17° secolo.

A meno che non capitate di lunedì, perchè l’unica cosa interessante aperta di lunedì sono i pub di Anversa. Il resto è chiuso.

Comunque, comprate i biglietti all’iper-moderno stand permanente nel centro della Wapper. Dopo la visita, sarete di certo assetati. Uscite dalla Rubenshuis andando avanti, seguendo la stessa direzione dalla quale siete venuti (= uscendo girate a sinistra), e attraversate una piccola stradina (comunque, date un’occhiata alla strada alla vostra destra. E’ la  “Schuttershofstraat“, e i prezzi dei terreni qui sono i più alti di tutta Anversa. Negozi esclusivi vanno e vengono – ma anche per il maggiore produttore francese di foie gras questa strada era troppo costosa. Escluso un negozio di specialità gastronomiche mediterranee, i negozi di alimentari sono spariti tutti).

Ma volete una birra, e la potete trovare all’ Oud-Arsenaal, un paio di bar girato l’angolo alla vostra destra. NON aperto di giovedì! Scelta di birra eccellente, scegliete da una delle lavagne. Attenti, comunque, se non sopportate il fumo. Se siete davvero affamati, un’opzione è il Grand Café Horta, all’angolo sinistro della Maria Pijpelincksstraat. Di proprietà del birrificio Palm, questo ristorante spesso ha la Palm non filtrata o il lambic Boon a pompa manuale, ma la cosa più interessante è il cibo. Cibo costoso…

Horta lo disegnò come Volkshuis (pub) per Bruxelles. Bruxelles lo distrusse, ma parti vennero recuperate da un consorzio, finanziato dalla Palm, e ora arricchisce questo magnifico posto, vetrina dell’ Art Nouveau. Ma prima volevo portarvi all’ Oud Arsenaal, così, se guardate l’opera di Horta, non potete evitare di guardare il Teatro dietro di esso. “Disegnato” (se si può usare il termine…) negli anni sessanta-settanta, si classifica tra i più pazzescamente brutti edifici d’Europa. Meno importante, ma buono a sapersi, se vi va di andare a piedi dall’ Oud Arsenaal in avanti, una ventina di metri sulla destra c’è una piccola piazza. In fondo alla piazza, la vecchia opera – un gioiello… per contrasto. Oh, e sul lato destro di questa piazza ci sono un paio di ristoranti e un pub speciale: De Duifkens (i Piccioni), dove troverete il beau-monde di artisti, attori, cantanti d’opera di Anversa… E i bollekens” De Koninck alla spina sono sempre pieni. La piazza dietro l’orribile teatro, sulla sinistra, il  sabato ospita il “mercato degli stranieri”: il posto migliore per comprare coriandolo fresco, caldi involtini primavera vietnamiti, pasta fatta a mano, montone halal o olive in 100 modi differenti. Solo di sabato, sfortunatamente.

Bene, abbiamo preso il nostro drink al Pijpelincksstraat/Graanmarkt, e torniamo sui nostri passi verso la Rubenshuis, e avanti finchè raggiungiamo di nuovo la Meir. Consiglio di fermarvi un attimo, e contemplare l’edificio alla vostra sinistra. L’edificio è proprio nell’angolo con la Meir (dove c’è l’ingresso), alle spalle (sulla Wapper), c’è un giardino e la parte posteriore dell’edificio. L’edificio principale è l’ex residenza reale. All’interno non è rimasto molto, ma la struttura stessa è un bell’edificio classico. Il re precedente (Baldovino) lo lasciò alla città di Anversa, ma il probabile successore portò l’arredamento con se. Dato che pensare non è il suo forte, non mi sorprenderebbe se avesse pensato che la cosa fosse normale – ma è solo la mia opinione.

S. Giorgio e il Drago, di Anthony van Dyck, nella chiesa di St. Jacobs

S. Giorgio e il Drago, di Anthony van Dyck, nella chiesa di St. Jacobs

Girate a destra e diagonalmente attraverso la Meir c’è una stradina. La casa all’angolo ha lo stesso stile della residenza reale, ma è anche più bella. E’ chiamata la casa Osterrieth, era un progetto dell’ex direttore della banca “van Parijs en de Nederlanden“, ora parte del gruppo BNP. Egli la arredò con arte e dipinti straordinari; tra cui due Rubens originali. Dove siano adesso, difficile dirlo. La stradina di fronte, Eikenstraat, è quella che vi serve. Andate fino in fondo e vi ritrovate sull’entrata laterale della chiesa di St. Jacobs. Questa è la prima delle principali cinque chiese storiche. E’ puro gotico, e quindi, non è mai stata completata come programmato. Sarebbe potuta diventare la più grande chiesa gotica del mondo, ma col tempo i fondi vennero meno, il Rinascimento era superato, e le altre chiese erano già Barocche! E’ ancora un’edificio bellissimo, ad ogni modo, e ospita la tomba di Rubens, alcuni suoi dipinti, ed è un paradiso di pace. Dovete uscire dalla chiesa dalla stessa parte, e poi girare a destra, e ancora a destra, siete così in St. Jacobsstraat. Questa termina perpendicolarmente sul St. Jacobsmarkt. Il pub nell’angolo, sotto la chiesa e con lo stesso nome, è uno dei più vecchi di Anversa. Infatti quando fu cominciata la megalomane chiesa di St. Jacobs, la città finiva proprio sull’altro lato, e il pub aveva già quel nome, probabilmente perchè da qui nel Medioevo partiva il pellegrinaggio per Santiago (= St. Jacob) de Compostela. Il pub, di proprietà della De Koninck, è stato completamente ricostruito negli anni ottanta. Stephen D’Arcy, il più grande critico britannico di tutto ciò che è belga, ne era innamorato, e lo portò ad esempio per gli architetti britannici. Io ne sono meno entusiasta, vedendo che hanno sistemato il nuovo bancone secondo la lunghezza dell’edificio, invece che perpendicolarmente, che è il modo in cui era stato concepito. Vabbè.

click to enlargeSe fino ad ora non avete ancora avuto il vostro “bolleke“, questo potrebbe essere il momento giusto. Altrimenti, attraversate St. Jacobsmarkt, e proseguite attraverso la Prinsesstraat. Attraversate una stradina alla vostra destra (sbirciate, un paio di isolati oltre c’è una bellissima torre e un edificio, in cui, fino ad oggi, non sono ancora riuscito ad entrare. Cosa che la rende ancora più stuzzicante). Andate avanti fino al prossimo angolo dove troverete “The Highlander“. Avete indovinato, il pub scozzese di Anversa. Grande scelta di whisky, alcune buone birre, atmosfera molto piacevole. Quando il piano terra è troppo affollato aprono lo scantinato (un’ex macelleria).

Sul lato opposto, sulla sinistra, vi è una parte dell’Università di Anversa, con il suo magnifico edificio “Het Hof van Liere“. Date un’occhiata all’interno e avrete una prima impressione di ciò che rende la parte interna della città di Anversa così speciale: i cortili interni. Hof van Liere ne ha almeno due. Ha anche una splendida cappella. Quando vi avranno cacciati (non lo faranno, probabilmente), andate al cancello d’ingresso di nuovo, e prima di girare a destra, date un’occhiata alle bellissime vecchie case sull’altro lato della strada. Al prossimo angolo girate ancora a destra, nella Venusstraat. Continuate fino alla prima strada sulla sinistra, e lì arriverete ad un’altra piazza invitante – la Stadswaag. Tradotto vuol dire “bilancia della città”. Un tempo era esattamente ciò che veniva fatto qui. Ora è un posto tranquillo (certo, fino al venerdì sera…), e nell’angolo opposto sulla sinistra, troverete un’altro arco e, naturalmente, un cortile interno. avete trovato ‘t Waagstuk. Il nome è ovviamente un gioco di parole: Babelfish lo tradurrebbe probabilmente come ‘un pezzo della bilancia’, ma in realtà vuol dire ‘affari rischiosi’. Vedendo la lunga lista di gestori si potrebbe pensare che il nome sia un presagio. L’ultimo cambiamento mi ha spaventato terribilmente, ma sembra ancora un buon pub; c’è da dire che i due proprietari dell’edificio sono due grandi amanti della birra, quindi…

Un’idea potrebbe essere la “Zeppelin“, prodotta espressamente per il pub. Ma un tempo era migliore, cambiata su disposizione del birraio. Gli edifici sono molto vecchi, e se vi capita di vedere uno dei due proprietari (non il gestore), Pieter and Hans Bombeke, chiedete di fare un giro, con i miei omaggi.

click to enlargeQuando avete rischiato abbastanza, tornate alla Stadswaag, e seguite la stessa direzione  che avevate preso prima (tradotto: girate a sinistra, e ancora a sinistra), e vi trovate sulla Mutsaartstraat. Questa finisce in una specie di piazza, formata da un paio di strade che si incontrano. Alla vostra sinistra c’è un giardino. Se il tempo è buono, e le scuole sono aperte, potreste fare un salto attraverso il portale e scoprire che l’Accademia di Anversa ha un vero è proprio arboreto: la maggior parte degli alberi è stata ricercata appositamente. Tornate fuori, attraversate la piazza ancora nella stessa direzione (Ambtmanstraat) che finisce a T sulla Keizerstraat. Probabilmente nessuna strada ad Anversa ha così tanti edifici splendidamente conservati e ancora sconosciuti. Il migliore in assoluto si trova proprio di fronte ai vostri occhi, sulla sinistra: la Rockockxhuis. Oggi un museo privato (vale la pena visitarlo), era la casa di un amico di… Rubens, ma anche dell’allora sindaco di Anversa.

Usciti dal Rockockxmuseum (bel cortile, ne feci un disegno, tempo fa), girate a sinistra in Keizerstraat, poi subito a sinistra ancora, sulla Minderbroedersrui (“rui” un tempo era utilizzato per canali aperti – come “rei” a Brugge, dove sono ancora aperti, spesso).

Al semaforo, a destra nella zona pedonale. Andate nella piccola piazza con la fontana e, alla vostra sinistra, ammirate la facciata barocca della chiesa Carolus Borromeus, disegnata da… Rubens (ebbene sì, c’è molto di Rubens ad Anversa…). Il ragazzo dietro la fontana è uno scrittore romantico, più o meno il nostro Byron fiammingo. Dietro la piazza c’è la biblioteca comunale. Attraversate la piazza, passate sotto l’arco e girate a destra. Se continuaste dritti, alla vostra sinistra trovereste invece il Molly Blooms – un tempo il primo e più vero Irish pub di Anversa. C’erano ceili (danza irlandese) con 20 e più musicisti – ora non più. La birra è da dimenticare. Continuate un po’, quindi (in effetti qui vi accorgete che Anversa non è tutta pianeggiante. Anversa, secondo gli anversesi o Sinjoren, come affettuosamente li conosciamo, è fondata su 7 colli – esattamente come, sorpresa, la potente Roma. In realtà questi ‘colli’ erano semplicemente dune…).

Andate a sinistra, attraversate, poi 10 metri a destra. Ebbene, ora avrete imparato che Anversa non manca di piccole stradine acciottolate… Nell’angolo tra Moriaanstraat e Leeuw van Vlaanderenstraat c’è il “Quinten Matsys”, il pub più vecchio di Anversa, fedele proprietà della De Koninck. Qui potete prendere una De Koninck alla spina, che NON è un’ambrato “bolleke” – magari una Tripel, una Blonde, o una Winterkoninkske… In ogni caso, evitate gli intrugli estivi alla frutta!

Nell’angolo successivo (salendo), c’era un pub fondamentale, con un superbo bancone, davvero ospitale per gli stranieri – ma ho paura che sia andato nel paradiso dei pub… Se è ancora lì… ancora un bolleke, ma ne dubito. Attraversate la Wolstraat e ancora su una strada pedonale, Coppernolstraat, percorretela finchè raggiungete di nuovo la Minderbroedersrui. Ora percorretela in direzione opposta, seguendo la corrente. Minderbroedersrui cambia in  St. Paulusstraat, vuol dire che siamo nei pressi di un’altra grande chiesa; è alla fine di, vicino a una… SI! INDOVINATO! piazza, ma l’entrata è oltre, sulla vostra sinistra. L’entrata è magnifica, con un calvario, è la chiresa di St. Paulus, con quella di St. Andries, le meno note delle cinque chiese principali, e di conseguenza, di solito molto silenziosa. Tornate fuori – e ora che si fa? Una possibilità è di tornare su St. Paulusstraat, tornando sui vostri passi. In effetti si è fatto tardi, consiglio vivamente di abbandonare la vostra missione e tornare su St. Paulusplein (la piazza), e dirigervi nel vero centro e nei bar della citta. Oppure tornare su St. Paulusstraat, fino all’angolo successivo, girare prima a sinistra e poi a destra (procuratevi una mappa, ora). Ma se è ancora giorno, e siete avventurosi… andate alla chiesa a sinistra e girate a destra sulla Oudemanssstraat, poi a destra sulla Leguit. Meglio portare vostra moglie con voi, perchè siete appena entrati nel più squallido quartiere a luci rosse che abbiate mai visto.

Bussare non vuol dire solo un invito amichevole, ma un costoso pagamento… Non ho provato, non ancora. La Leguit si allarga e conduce nella Falconplein. Un paio di decenni fa questo era un territorio della mafia russa, ma si è seriamente calmata (o morta?). Girate a sinistra sulla Falcon e, ai semafori, attraversate Brouwersvliet, e girate a destra nella Giststraat (la strada del lievito…). Di fronte a voi va in rovina un bellissimo pub, ma l’attrazione più importante è immediatamente alla vostra sinistra in Adriaan Brouwersstraat (no – questo era un pittore…), dove c’è la Brouwershuis. Non fraintendete: più che una sede di una “Gilda”, questa si contraddistingue per un meccanismo di pompaggio per avere acqua pulita, per produrre birra, dal nord di Anversa fino in città, nel 17° secolo – un tour-de-force ricco di immaginazione dello sviluppatore ante litteram del progetto, Gilbert van Schoonhoven. Egli non aveva nessuna carica ufficiale, ma virtualmente possedeva la città, sindaco compreso… Anche a quei tempi! Brouwershuis, comunque, è un’edificio tristemente trascurato, in grave bisogno di restauro. C’è un gruppo di persone, amanti della birra inclusi, che stanno cercando di salvarlo – magari potreste chiamarli, e dire loro che i turisti vorrebbero visitarlo (se qualcuno glielo segnalasse).

Ora dovete prendere una decisione – volete vedere tutto o state diventando stanchi?

Joris Pattyn – fine prima parte

Traduzione di Davide Santarsiere
(foto di Rosalba Gelardi)

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